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TORRE DI MEZZO E PALMENTO

ITINERARI > > ARCHEOLOGICO > TORRI COSTIERE

La Torre di Mezzo è una torre di difesa costiera e si trova in provincia di Ragusa sulla costa del Mediterraneo. Per raggiungerla ci si deve districare fra una numerosa serie di piccole stradine che fiancheggiano serre e villette, spesso incrociate con strade d’accesso al mare. La torre si trova in prossimità dello sbocco a mare del fiume di Santa Croce e aveva il compito di proteggere non solo la foce del fiume dalle razzie dei legni corsari, ma anche l’approdo di San Nicola un po’ più ad est. Quest’ultimo approdo fu utilizzato già nella tarda età romana come testimoniato dal rinvenimento di un relitto del IV sec. d.C. nella vicinanza della “Baia di femmina morta” e dei frammenti di un'epigrafe di età severiana.  A grandi linee possiamo dire che si trova su un promontorio poco elevato, a metà strada tra la torre Scalambri (a sud) e la torre Vigliena (a nord), con le quali è in contatto visivo (per questo fu chiamata "Torre di Mezzo"). Nelle vicinanze c'è una sorgente d'acqua dolce utilizzata spesso dai corsari per dissetarsi. Questa torre di avvistamento e di difesa costiera fu fatta edificare, a proprie spese, dal nobile modicano Pietro Celestri, alla fine del ‘400 (nel periodo in cui il nobile s’impegnò nel ripopolamento di Santa Croce Camerina), all'interno della rete di controllo della costa sud contro le incursioni dei corsari turchi. Della torre, a base quadrata, oggi non rimangono che solo pochi ruderi che furono parzialmente restaurati negli anni 1995-96. Lo sbarco americano del 1943 l'ha parzialmente distrutta. Di essa rimangono l'angolo nord, costituito da conci squadrati, una parte dell'interno e la zona interrata della cisterna.

Il Palmento è un sito archeologico marino che si trova vicinissimo a Torre di Mezzo. In questa località sono presenti diverse testimonianze archeologiche risalenti al IV e VII sec. d.C. e si ipotizza la presenza di un porto tardo romano-bizantino legato al vicino abitato di Kaucana. E' ancora ben visibile sott'acqua l'antemurale di quello che, una volta, doveva essere il molo che aveva la funzione di proteggere l'imboccatura dell'insenatura della spiaggia dai marosi. Il fondale, inoltre, è pieno di cocci di anfore e con un pò di fortuna, dopo il mare mosso, è possibile trovare ancora anfore intere, statuette, monete, oggetti di metalli come: chiodi, pugnali, bronzi.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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