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STORIA DEL CASTELLO

C.DONNAFUGATA >

Il castello risulta essere il frutto di trasformazioni e adattamenti vari che affondano le radici nel medioevo. Le origini del castello di Donnafugata risalgono all'anno Mille, cioè ai tempi dei Saraceni o Arabi. Costoro completata la conquista della Sicilia, la fortificarono con torri e fortezze, soprattutto nei punti ritenuti strategicamente più importanti. Nel nostro territorio la scelta cadde nella località dell’attuale castello che, avendo una posizione piuttosto elevata, permetteva di dominare il mare di Casuzze, Punta Secca, Scoglitti, Gela, Licata ed anche le alture agrigentine. I Saraceni fortificarono la località erigendovi una torre ed un piccolo nucleo di abitazioni nelle vicinanze di una fonte di acqua fresca che denominarono Ayn As Jafat (Fonte della Salute). Successivamente, nel dialetto locale, il nome divenne "Ronnafuata" da cui l'attuale "Donnafugata".
Intorno al 1093 Goffredo divenne 1° Conte di Ragusa e fino alla morte (avvenuta nel 1120 circa) dominò un feudo che, fra le altre cose, comprendeva anche Donnafugata.


LE RISTRUTTURAZIONI SUBITE DAL CASTELLO.
Nel tempo il castello subì diverse ristrutturazioni e di conseguenza cambiamenti che possiamo così sintetizzare:
La prima ristrutturazione del castello sembra dovuta ai Chiaramonte, conti di Modica e Signori di Ragusa. Verso l'anno 1300, per volontà del conte di Ragusa Manfredi Chiaramonte, nel feudo Donnafugata fu costruito un modesto castello. Nel XV secolo tale castello divenne la residenza di Bernardo Cabrera, all'epoca gran giustiziere del Regno di Sicilia.

La seconda ristrutturazione avvenne tra il 1630-1640. Il castello all'epoca appartenne a Guglielmo Bellio Caprera, il quale dovendosi trasferire a Siracusa vendette tutti i suoi beni compreso il Castello che fu acquistato da Vincenzo Arezzo La Rocca di Serri che ne ottenne l’investitura il 15 maggio del 1648. Attorno ad una antica torre di avvistamento si iniziò a formare una masseria con relativa casa padronale dove gli Arezzo controllavano le attività agricole del latifondo. Il castello passò quindi ai suoi eredi: il 16 settembre 1666 passò al Dott. Corrado Arezzo Caggio; il 15 aprile 1737 a Corrado Maria Arezzo di Vincenzo; l’8 ottobre 1788 a Corrado Maria Arezzo Cultrera.

Il terzo intervento avvenne nella prima metà dell’800, quando Francesco Arezzo avviò i lavori di rifacimento per creare un “casino di villeggiatura”. La famiglia Arezzo trasformò il modesto castello eretto nel 1300 in una sontuosa villa di campagna, lasciandone intatta la torre trecentesca.

La quarta ristrutturazione venne effettuata quando il castello passò nelle mani di Corrado Maria Arezzo De Spucches (1824 – 1895), Commendatore della Corona d’Italia e di S. Maurizio e Lazzaro, cavaliere di Malta e senatore del Regno per censo (eletto nel 1861 e rieletto nel 1865), eclettico uomo di studi, amò la cultura, la musica ed il teatro, fu sindaco di Ragusa varie volte. Nel 1865 intraprese l'opera di trasformazione della casina in castello, che sorgeva su un'area di circa 2500 metri quadrati, con 122 stanze. Arricchì il Castello con collezioni artistiche pregiate.
Il giovane barone, cresciuto negli studi presso i padri Filippini a Palermo, città di nascita della madre Vincenza De Spucches Brancoli, continuò il progetto del padre ampliando e lasciando vuote soltanto la grande loggia del prospetto frontale. Nel 1899 il Feudo passò nelle mani di Concetta Paternò Castello Arezzo, nipote del Commendatore Corrado, che sposò il messinese Francesco Marullo Balsamo Cavaliere di Malta , Principe di Castellaci; mentre il titolo passò alla di lei sorella maggiore Clementina, moglie del Visconte Gaetano Combes de Lestrade, di nazionalità francese.

La quinta modifica si ebbe proprio con il visconte Gaetano Combes de Lestrade, che si era innamorato di Clementina Paternò Arezzo, nipote del barone. Il visconte fece costruire all'interno della torre la stanza da letto azzurra, perfettamente circolare. La bellissima galleria o loggione in stile gotico-veneziano fu realizzata dal geometra ragusano Saverio Castillet, nei primi anni di questo secolo.  

La sesta ed ultima ristrutturazione risale al 1982 quando fu acquistato dall'Amministrazione Comunale di Ragusa per la somma di un miliardo. Dopo lunghi lavori di restauro, l'Amministrazione lo ha reso nuovamente fruibile al pubblico.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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