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SEZIONI: 3 E 4 DEL MUSEO

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO > SAN GIUSEPPE

SEZIONE 3 (SALA E) - DALLA RINASCITA AI NOSTRI GIORNI (1866 - 2011)
La terza sezione del percorso espositivo è di grande importanza perchè è dedicata alla rinascita del Monastero dopo la soppressione e all'arrivo, nel 1924, delle Monache benedettine dell'Adorazione perpetua del SS. Sacramento; evento questo da cui ha origine la storia recente, ancora in corso, dello stesso Monastero. Tra i documenti di questa sezione troviamo le "Memorie indimenticabili" di suor Gertrude Tumino, il diario della giovane la cui determinazione ha reso possibile la rinascita del Monastero. La presenza delle monache Benedettine dell'Adorazione Perpetua è illustrata attraverso la biografia di M. Catherine Mectilde de Bar, che fonda la congregazione in Francia, a parigi nel 1653; di M. Marie Thérèse Lamar, che porta il seme della congragazione in Italia, a Seregno nel 1880; della Venerabile M. Caterina Lavizzari, che con la collaborazione dell'abate p. Celestino M. Colombo realizzerà la diffusione della congregazione in Italia cominciando, nel 1910, proprio dalla Sicilia, con l'aggregazione del monastero di S. Benedetto a Catania. Come segno di continuità nell'osservanza benedettina, e a sottolineare la speciale devozione per il SS. sacramento che permea la spiritualità delle monache benedettine-mectildiane, viene esposto al centro della sala, anche se in effetti cronologicamente è legato alla sezione precedente, un preziosissimo ostensorio tardo settecentesco in argento, fittamente decorato con sensibilità tardo barocca-rococò.

SEZIONE 4 (SALE: F - G) - LA VISIBILITA' ODIERNA DELLA VITA MONASTICA NELL'ORA ET LABORA
L'ultima sezione del museo è un percorso nella vita e nella spiritualità dell'odierna comunità monastica. Un racconto che prova ad accostarsi, con discrezione, all'Ora, Labora et Adora nello spirito di riparazione eucaristica che costituisce il carisma delle benedettine dell'Adorazione Pepetua. Un audovisivo accompagna il visitatore nella quotidianità della clausura, ed insieme con alcuni oggetti e manufatti, segni tangibili dell'operosità che da sempre nel monachesimo benedettino accompagna la preghiera, lo aiuta ad entrare nel mistero di questa vocazione, a comprenderne l'attualità e la profonda bellezza.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
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