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SAN DOMENICO

RAGUSA IBLA > > ALTRE CHIESE

Chiesa di San Vincenzo Ferreri, detta anche di San Domenico o della madonna del Rosario, si trova alla sinistra dell’ingresso del giardino ibleo. Chiesa e Convento erano forse i più antichi di Ibla, dopo quelli di San Francesco: sorsero intorno al 1509 per opera del Padre predicatore Vincenzo Pistoia, che convertì molti ebrei e per questo lodato dal Vicerè Ximenes e che la leggenda vuole risuscitato dopo essere stato colpito da un fendente. Chiesa e convento, anche se non riportarono danni gravissimi durante il sisma del 1693, furono ricostruiti intorno al 1728. Successivamente la chiesa fu abbandonata e recentemente è stata restaurata per ricavarne una sala convegni e un auditorio musicale.

IL PROSPETTO.
La facciata presenta un semplice prospetto ad ordine unico, chiuso da due paraste e da una balaustra in alto, con unico portale a colonne con capitelli corinzi e timpano spezzato con sovrastante finestra e la cella campanaria, caratteristica per la copertura a bulbo rivestito di ciottoli policromi. Nell'angolo destro si colloca un'antica meridiana solare risalente ai primi del XVI secolo ed il campanile che presenta un robusto basamento e dalla cella campanaria a quattro luci, in essa si legge incisa la data 1718. Chiude un cornicione ed una cuspide a bulbo impreziosita da piastrelle maiolicate policrome con una fascia decorata a zig-zag. Il portale presenta due colonne con capitelli corinzi e un timpano, spezzato da un finestrone. Sovrasta il portale una finestra rettangolare chiusa da una cornice.

L’INTERNO.
La Chiesa è ad unica navata e presentava sette altari: tre altari per lato e un abside semicircolare. Oggi si conserva solo il maggiore oggi, gli altri erano realizzati in pietra, gesso, legno e vetro dipinto tale da simulare il marmo. Lo spazio absidale è definito all'ingresso da tre colonne per lato di cui le centrali spiraliformi con testine alate e drappeggi in basso e doppie testine alate sopra i capitelli. Pregevole il vano absidale, illuminato da un occhio circolare e da due finestre laterali, che comprende un altorilievo in stucco con la Gloria di Dio Padre tra nuvole, raggi, serafini, cherubini e angeli musicanti, che reggono in trono Dio Padre con le braccia aperte sopra la Colomba dello Spirito Santo; le cornici sono definite da fasci di fiori con scene di campagna e di città. L'attuale assenza dei dipinti originariamente esistenti è comunque ben compensata dalla presenza di numerose colonne tortili arricchite da motivi fogliacei e da putti reggicartiglio. Sulla parete sovrastante uno degli altari laterali è possibile ammirare un affresco raffigurante un paesaggio urbano. L'interno è affrescato con pitture murali che rappresentano la Ragusa medioevale.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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