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CHIESA DI SANTA MARIA DELLE SCALE

RAGUSA IBLA > > ALTRE CHIESE

La chiesa di Santa Maria delle Scale si trova al vertice delle scale, 250 gradini, che uniscono Ragusa Superiore con Ragusa Ibla e rappresenta simbolicamente il confine fra i due centri. Il complesso architettonico è composto da due diversi corpi di fabbrica: il corpo della chiesa e il palazzo della canonica ad essa annesso. La canonica, risalente al XX secolo, è posta dietro la chiesa in corrispondenza della navata laterale destra e presenta piccole finestre. È composta da tre piani: al piano terra ospita la sagrestia; mentre negli altri due piani sono presenti diverse stanze. La chiesa, circondata da scalinate e a nord-ovest da un alto muro di roccia, presenta la facciata principale, corrispondente alla navata laterale sinistra, prospiciente su corso Mazzini.

L’ANTICA CHIESA
Secondo una tradizione locale, priva tuttavia di riferimenti documentari, la chiesa sarebbe stata edificata dai monaci Cistercensi dell'abbazia di S. Maria di Roccadia di Lentini, nella prima metà del secolo XIII, sulle tracce di un precedente oratorio rupestre. La costruzione, che ospitava l'ospizio delle Cateratte, era iniziata in periodo normanno e ricostruita dai Chiaramonte per poi essere riedificata dopo il terremoto.
Molto probabilmente l’antica chiesa era ad aula unica, presentava tre cappelle terminali (oggi conservate nella navata laterale destra e delineate da grandi arcate in stile gotico-catalano) ed il suo l’orientamento era ruotato di 90° rispetto a quello attuale. Le pareti erano decorate con numerose pitture murali, in parte conservate. L'interno della chiesa aveva tre cappelle, delineate da grandi arcate di stile tardo-gotico di origine catalana, ricche di sculture ed intagli in pietra raffiguranti creature celesti, elementi vegetali ed animali e creature mostruose e fantastiche, ad indicare il dominio di Cristo sulla realtà del cielo, su quelle terrestri e su quelle degli inferi. Tra la fine del XVI e l'inizio del XVI secolo fu aggiunta un'altra cappella dalle linee molto semplici con i piedritti costituiti da due colonne appoggiate a lesene che reggono un arco acuto dalle linee molto sobrie. L'antica chiesa era preceduta da un portico con arcate, chiamato "le pinnate di Santa Maria", pavimentato con lastre di calcare, oggi conservate sotto l'attuale piano di calpestio della navata laterale sinistra. Il sisma non arrecò gravi danni alla chiesa che venne risistemata e riutilizzata per il culto nella seconda metà del XVIII secolo.

LA NUOVA CHIESA.
Per le mutate esigenze di ampliamento della chiesa, dovute presumibilmente ad un aumento della popolazione, e con il pretesto di probabili crolli, l’edificio venne ampliato e in gran parte ricostruito. Il nuovo impianto settecentesco fu concepito a pianta longitudinale con tre navate a tre campate con volte a crociera e senza transetto. L'inconsueto ingresso laterale, sulla navata sinistra, derivò o dalla particolare morfologia del luogo, costituita da rocce e dislivelli, o, presumibilmente, dalla natura monastica del complesso originario. In una piccola cappella di gusto rinascimentale, che si trova in corrispondenza del campanile, si trova un pregevole fonte battesimale, scolpito nel 1552 in un solo blocco di pietra pece, materiale con il quale è fatto il pavimento. Questo, in alcuni punti della navata centrale e della navata laterale sinistra, presenta delle inserzioni con bacchette di ottone e sei botole ispezionabili; i listelli di ottone indicano la proiezione della posizione di alcune tombe scavate nella roccia, delle cripte e dell'ossario sottostanti. Tali reperti, insieme a tracce di elementi architettonici, furono rinvenuti durante l’ultimo lavoro di restauro. Poiché composta da stili di epoche diverse, la chiesa è considerato un bene architettonico di grande importanza storica. Conserva infatti elementi settecenteschi (navata centrale e laterale sinistra) e gotici (navata destra) antecedenti al terremoto che colpì la Sicilia orientale nel 1693.

L’ESTERNO.
L’esterno della chiesa presenta un prospetto caratterizzato da una parte più bassa ed  una parte arretrata, più alta, corrispondente alla navata centrale.

LA NAVATA CENTRALE
Illuminata da finestre con modeste vetrate e telaio in ferro, è coperta da volta a botte lunettata e termina con un’abside a pianta semicircolare e catino a mezza sfera. Contiene, oltre all'altare, un coro ligneo del XIX secolo di pregevole fattura. Il coro è costituito da sedici scranni e caratterizzato da cornici, fregi ed elementi decorativi a rilievo intagliati. In fondo alla navata centrale è posta la cantoria. L'organo, chiuso in una pregevole cassa artistica, è munito di consolle ad unica tastiera e mantice azionato meccanicamente. Nella parte terminale della navata una piccola scala permette l'accesso alla cantoria e al campanile. Dalla navata centrale si possono notare quattro portali che danno sull’antica navata centrale della chiesa originaria.

LA NAVATA LATERALE SINISTRA
Suddivisa in tre campate coperte da volte a crociera, ha anch'essa l'abside semicircolare e presenta una bussola in legno per l'ingresso. Tutta la parte settecentesca è arricchita da semplici decori in stucco ed è caratterizzata da pilastri con lesene addossate senza capitelli e trabeate in corrispondenza dell'imposta degli archi a tutto sesto. Una parte del pavimento è in tavolato e fu realizzato a seguito dei lavori di restauro durante i quali fu rinvenuto l'originario sagrato della chiesa, caratterizzato da basole di calcare squadrate disposte in filari trasversali e terminante con due gradini che permettevano l'accesso alla chiesa.

LA NAVATA LATERALE DESTRA
Ripartita in quattro campate, raccoglie quanto è rimasto dell'antica chiesa e precisamente: le volte a crociera costolonate, gli archi a sesto acuto ricchi di sculture ed intagli in pietra raffiguranti creature celesti, elementi vegetali, animali e creature mostruose e fantastiche e con pilastri a fascio finemente decorati con pittura murale, ed infine le tre cappelle; tra queste, la cappella maggiore, dedicata all'Assunzione della Madonna, fu rifatta nel 1538 in forme rinascimentali e decorata con una pala in terracotta policroma raffigurante la "Dormitio Virginis". La parte terminale della navata, in corrispondenza dell'abside, è a pianta poligonale e permette l'accesso alla sagrestia. Ricavata sotto il campanile, una piccola cappella, dalle linee molto semplici, custodisce un fonte battesimale in pietra pece del 1552 e una sinopia con tracce di un affresco, recentemente restaurati.

LO SPLENDIDO PANORAMA
Dal sagrato della chiesa si può ammirare lo splendido panorama della città di Ibla forse, uno dei più belli di tutta l’isola siciliana. Si possono ammirare le antichità della città, gli stretti vicoli, l'antico centro, la vecchia fontana, il pittoresco slargo, l'antica scala e le profonde vallate. La visuale che si gode da questo luogo è stata scelta nella serie televisiva il Commissario Montalbano quale punto panoramico sulla città di Vigàta, nella realtà Ibla.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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