BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

SANTA MARIA DEI MIRACOLI

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO

La Chiesa, addossata alla sporgenza del costone roccioso della Cava Gonfalone, fu edificata probabilmente nella prima metà del 600; da documenti notarili citati dal Sortino Trono, la Chiesa esisteva sicuramente nel 1656. In un manoscritto anonimo del 600 la chiesa è indicata come "circolare con tre porte simile al marmo, ben scolpite". Lo scrittore Sortino Trono, nel suo libro "Ragusa Ibla Sacra" pubblicato nel 1928, si limita a scrivere: " Nulla ha di rimarchevole, meno un poco della forma esagonale. Può dirsi oggi, quasi chiusa al culto per essere adibita, da più tempo, a camera di deposito mortuario". La Struttura in effetti è a pianta ottagonale e non esagonale; il giudizio poco lusinghiero del Sortino Trono è in parte dovuto al fatto che nei primi decenni del 1900, periodo in cui fu pubblicato il libro, la rivalutazione del barocco siciliano non aveva ancora fatto sentire i suoi effetti.

CREDENZE RELIGIOSE.
Alle credenze religiose del tempo sono da ascriversi le motivazioni della sua ubicazione al di fuori delle mura della città. È importante sottolineare che molte chiese di pellegrinaggio del XV-XVI sec. furono costruite nei luoghi dove avvenivano i miracoli fondatori al fine di custodire le immagini miracolose. È questo il caso della chiesa di Santa Maria dei Miracoli, secondo la tradizione, venne edificata in seguito alla scoperta di una immagine della Madonna col Bambino, appartenente, forse, ad un'antica chiesa rupestre. Il rinvenimento della sacra immagine fu considerato un avvenimento miracoloso e diede impulso all’iniziativa per la costruzione di un tempio in onore della Madonna, che venne ben presto realizzato con il concorso di tutta la città. Tanta era la devozione del popolo ragusano, che l'amministrazione della Contea di Modica concesse il privilegio della "Fiera franca", un mercato esente da gabelle, da tenersi nei pressi della chiesa dal sette al nove di settembre di ogni anno, in occasione della festa della Natività della Vergine.

UNA CHIESA INCOMPLETA.
La chiesa, costruita con tanto entusiasmo, rimase tuttavia incompleta, manca infatti, di un'adeguata copertura, forse prevista con una volta a padiglione, ed i prospetti mancano del secondo ordine. Ciononostante l'edificio costituisce un "unicum" nel panorama architettonico barocco della città, al punto da far pensare che sia stata ideata da un colto progettista, venuto in contatto con gli ambienti del Barocco romano ed in particolare con la cerchia del Bernini. Molto particolare è difatti la pianta ad ottagono allungato e raffinati ed originali gli intagli delle tre porte d'ingresso, da cui i "capimastri" locali trassero ispirazione per le facciate settecentesche delle vicine chiese delle Anime Sante del Purgatorio e di Santa Petronilla.

CHIESA CHIUSA AL CULTO  NEL 1951
La chiesa fu chiusa al culto nel 1951 e gli arredi furono trasferiti nella chiesa di S. Giorgio; tra questi un dipinto che riproduce una Madonna col Bambino con ai fianchi un Santo vescovo ed un Santo monaco. Oggi la chiesa con la sua pianta ottagonale e i tre portali finemente scolpiti, è considerata come testimonianza di un barocco con caratteristiche non tipiche del barocco ibleo ed è stata iscritta dal World Heritage of UNESCO nel 2002 tra i monumenti Patrimonio dell'Umanità. La chiesa può essere raggiunta percorrendo la Via G. Ottaviano (la circonvallazione di Ibla).

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu