BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

IL RELITTO DELLE COLONNE

MUSEO KAMARINA > PADIGLIONE SUBACQUEO

Questo relitto, in transito tra il nord Africa e Roma, trasportava un carico misto: colonne e blocchi di marmo destinati probabilmente alla costruzione di un monumento o di un tempio; vasellame in bronzo; monete; utensili da lavoro; anfore provenienti dall'Africa Proconsularis per la commercializzazione del vino o del garum; armamenti e suppellettili vari. E' forse il relitto che ha richiesto più tempo per essere riportato alla luce; ma andiamo con ordine:

  • Anni settanta il relitto e le sue colonne vengono segnalate dal Parker.

  • Nel 1989 venne fatto un saggio esplorativo per documentare lo stato dello scafo ed in particolare: parte del paramezzano, dei madieri, del fasciame e le due colonne in marmo giallo antico della Numidia, lunghe 6 m. del peso di circa 18 tonnellate (fig. 1). Fu recuperato anche parte del prezioso vasellame in bronzo: un thermos (figg. 7 - 8); un vaso porta profumi (figg. 9 - 10); due secchielli (fig. 9); tre strigili (lo strigile è un raschietto di metallo, che i Greci chiamavano ξύστρα e i Romani strigilis - in italiano striglia -, usato solo dai maschi e principalmente dagli atleti dopo le competizioni, serviva ad eliminare l'eccesso di sudore e polvere (fig. 11); un fiasco; un lebete ( recipiente a forma di catino o di vaso sostenuto da un treppiede, usato per cuocere carne, per fare sacrifici e abluzioni); due scandagli in piombo; una cassa in piombo (fig. 6); 25 monete in bronzo e 12 monete in argento. FILMATO

Dopo 7 anni nel 1996 furono ripresi gli scavi e questa volta fu possibile determinare l'età del relitto, la sua struttura lignea (il paramezzale, in legno di quercia, e 35 madieri con tratti del fasciame), la tecnica costruttiva, l'architettura navale dello scafo. Furono recuperati anche: oggetti dell'attrezzatura di bordo e dell'armamento; alcuni utensili di lavoro (una pialla, un pendolo di filo a piombo, fig.5); alcuni percussori di martelli in legno; un gruppo di anfore (fig.4); scoperti nuovi blocchi di marmo (di cui 8 di cm 35 x 60) alti circa cm 10. Fu ritrovato anche parte dell'armamento offensivo e difensivo: 474 ghiande missili in piombo (fig.5); tre punte di freccia (fig. 5); un paragnatide in bronzo, di tipo mobile, che doveva appartenere ad un elmo. Fra il madiere n° 9 e n° 1 (fig.2) in un'area compresa fra la zona centrale del relitto e la poppa, è stato possibile recuperare diverse suppellettili della dotazione di bordo: una stuoia in fibra vegetale; una scatola cilindrica in legno, con chiusura ermetica, una specie di porta spezie, un fiasco di vetro (figg.11 - 12) contenuto in un cestino di fibre vegetali; un modiolo in bronzo (fig. 11); una ciotolina a semisfera in bronzo ed una casseruola in bronzo; un gruppo di coperchietti in terracotta; due imbuti in terracotta; un lungo ago in bronzo per cucire le reti da pesca; un dischetto in osso (forse una pedina da gioco); resti di ceramiche fine da mensa del tipo africano. Nella parte terminale del relitto, cioè a poppa, fra i blocchi di marmo ed il madiere furono ritrovate: un sesterzio di Marco Aurelio, monete di Marco Aurelio, di Antonino Pio; di Sabina e di Faustina junior.    

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu