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PUNTA CASTELLAZZO

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Subito dopo la grande spiaggia di Santa Maria del Focallo, oltrepassati gli scogli di Punta Cirica e gli stupendi faraglioni poco distanti, s’incontra una lingua di terra che si proietta sul mare verso Mezzogiorno e delimita la parte occidentale della baia di Porto Ulisse. E’ Punta Castellazzo.
Anticamente la sua estensione doveva essere molto superiore all’attuale, sia in lunghezza che in larghezza. Probabilmente si allungava sul mare 300-350 metri ed era larga quasi 120 metri. Oggi, secondo la mappa catastale, misura circa 250 metri di lunghezza ed 80 di larghezza massima.  
Le notizie più antiche di questa zona costiera risalgono addirittura alla prima guerra punica fra Roma e Cartagine. Durante la battaglia navale del 249 d. C. il cartaginese Cartalone, a seguito di una tempesta che infuriava, riuscì a stento a salvare le proprie navi rifugiandosi nell’insenatura di Punta Castellazzo. Questa punta deve il suo nome allo storico Tommaso Fazello che nel 1560 parla per la prima volta delle rovine di due città in prossimità di questa zona.

Successivi ritrovamenti archeologici confermarono la presenza di un insediamento abitativo che andava dall’età classica romano fino a quello bizantino-arabo. Presso Punta Castelazzo sono state ritrovate numerose tombe in una  necropoli.
Proprio nella zona di Punta Castellazzo sono state ritrovate strutture murarie e crolli di abitazioni con resti di ceramica risalenti al III-VI sec. d.C. (che coincide con il periodo tardo romano-bizantino). Recentemente nella zona di levante di Punta Castellazzo sono state trovate delle tombe, contenenti resti di scheletri risalenti al periodo bizantino.
Nei bassi fondali sono stati ritrovati ben 15 relitti di navi di varia epoca, e fra i reperti vanno citati diverse anfore vinarie, due anfore di pietra del periodo greco o romano e due di piombo, una macina in pietra per cereali, una palla in pietra per catapulta ed una spada forse di origine araba. Nel 1800 e nel 1900 Punta castellazzo servì da povero rifugio alla barche dei pescatori soprattutto nella parte orientale che riparava la spiaggia dal dominante Ponente. Nella seconda metà del 1900 diventò zona militare e vi fu costruito un eliporto, tuttora funzionante.

Ultimo aggiornamento: 22/03/2020
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