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IL RELITTO DEI PESI CAMPIONE

MUSEO KAMARINA > PADIGLIONE SUBACQUEO

Sul finire dell'estate del 1993, nel mare antistante l'acropoli dell'antica città di Kamarina, dopo una mareggiata, a circa 45 m dal dirupo dell'acropoli ed in fondale basso ed argilloso, il Sig. Umbero Bufardeci trovò 6 placche di piombo iscritte, che consegnò alla Direzione del Museo Regionale di Kamarina. Le placche risultarono essere dei pesi-campione di piombo, di forma quadrata coniati a stampo, contornati da una cornice fortemente ispessita.
Sul retro e sul verso delle placche sono stampigliati a rilievo i corrispondenti valori ponderali e l'aggettivo riferito all'attestazione di legalità del peso dichiarato. Su due pesi-campione sono stampigliati anche alcuni simboli: l'anfora ed il delfino; la tartaruga ed il caducéo (un bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno a esso). Nelle altre 4 placche è stampigliato pure l'aggettivo "italico". Per le caratteristiche epigrafiche, questi pesi sono databili al II° sec. a.C., in poi. Poichè l'area in cui sono stati trovati è alquanto circoscritta e molto vicino alla costa, fa presupporre che questi pesi appartenessero ad un unico contesto, poi scivolato per frana nel mare circostante.
E' presumibile che nella zona colpita dalla frana potesse esserci un archivio pubblico dei pesi della città; un vero ufficio dei pesi con un proprio Magistrato con funzioni di controllo. Del resto tra i resti di un'abitazione di età timoleontea detta la "casa del mercante" sono stati trovati altri pesi premarcati. Questi pesi sono rappresentativi del sistema della libbra romana di 327 g.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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