BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

PALAZZO COSENTINI

RAGUSA IBLA > > PALAZZI UNESCO

Il Palazzo Cosentini è una dimora di notevole valore storico ed architettonico, un monumento riconosciuto dall'Unesco. Siamo nel quartiere degli Archi di Ibla, così denominato per l'antica presenza nel sito di un acquedotto sorretto da arcate che portava l'acqua dalla cava Velardo all'antico Castello.

Il palazzo, si trovava alla confluenza di due importantissime vie di comunicazione dell'antica città: la salita Commendatore che, con la sua scalinata metteva in comunicazione il quartiere inferiore con quello superiore, e la strada di S. Rocco che, passando davanti alla chiesa omonima, attraversava la vallata S. Leonardo e si collegava alle trazzere che conducevano a Comiso e Chiaramonte. Prima del terremoto del 1693 lì sorgevano le case di Teodoro Pennavaria e Isidoro Capodicasa che, trasferitisi in un nuovo abitato, le vendettero nel 1694 ai fratelli Giuseppe e Vincenzo Cosentini. I due fratelli Cosentini vi si trasferirono ed ampliarono il "tenimento di case" nel 1695 acquistando alcuni "casaleni" confinanti con proprietà di Giovanni Sudano di Modica.

Nella prima metà del secolo XVIII la famiglia Cosentini godeva di un ruolo rilevante nel quartiere "degli Archi", come dimostra nel 1741 la costruzione della sepoltura della famiglia davanti all'altare del Crocifisso della chiesa di Maria SS. dell'Itria. Intorno alla metà del secolo XVIII le case passarono a Don Raffaele Cosentini. Il palazzo diventò così uno dei primi fabbricati civili in stile barocco costruito a Ragusa ed uno dei più eleganti palazzi barocchi del '700 siciliano. Offre una architettura solida e compatta, spezzata da balconi e finestre dall'elegante disegno e dalla fittissima decorazione, che danno all'insieme un senso di magnifica opulenza. Il palazzo con la vicina Chiesa dell'Idria e con il palazzo della Cancelleria, sembravano far parte di un unico complesso architettonico. Posto all'incrocio fra il corso Mazzini che sbocca in piazza della Repubblica e la salita Commendatore, il suo progetto è attribuito secondo alcuni al Gagliardi, ma in effetti non si hanno informazioni certe nè sul progettista, nè sugli esecutori del fabbricato.

I BALCONI.
Gli intagli in pietra costituiscono la principale e pregevolissima caratteristica del palazzo, dalle sue facciate emergono eleganti balconi sorretti da ornatissimi mensoloni che rappresentano una serie di personaggi uniti a figure di animali, di mostri, di caricature umane e di sublimi figure femminili a busto scoperto. Caratteristica è l'edicola angolare che rappresenta San Francesco di Paola che cammina sulle acque. Ogni balcone con i suoi ricchi mensoloni rappresenta scene di vita che, grazie alla plasticità della pietra e alla maestria degli artisti, sembrano quasi reali.
Clicca QUI per un tour virtuale.

L'INTERNO.
La costruzione di Palazzo Cosentini viene annoverata tra il 1762 e il 1761 dalla famiglia di Don Raffaele Cosentini e si afferma che sia stato tra i primi fabbricati civili in stile barocco costruito a Ragusa. mero di persone al servizio, nel palazzo, della ricca famiglia Cosentini. L'edificio si presentava in uno stato di abbandono e si evidenziarono numerosi interventi che nel tempo hanno concorso a sminuire la maestosità dell'opera originaria e della sua funzione.
Sulla Salita Commendatore è posto l'ingresso principale di chiaro stile barocco, che si apre in un grande atrio che mette in comunicazione i vari livelli del palazzo, compreso lo spazio esterno denominato ingresso dei cavalli. Una scala in pietra pece conduce al piano nobile e al bellissimo ingresso sul piano della chiesa dell'Itria volgarmente nascosto da una scala in cemento armato. Il piano terra risultava planimetricamente alterato; è emerso che gli ambienti interni sono stati suddivisi creando vari livelli, appesantendo la struttura e provocando dissesti alla muratura. Gli ambienti che si affacciano su Corso Mazzini presentavano le volte con decorazioni originarie, medaglioni e riquadri in gesso di ottima fattura, con sovrapposti dipinti a tempera di autori recenti “ ex carrettieri” eseguiti negli anni sessanta-settanta.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu