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MIRIO

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Il sepolcreto sub divo in contrada Mirio, a sud dell’attuale centro abitato di santa Croce Camerina, è caratterizzato dalla presenza di 101 tombe di età tarda romana (IV – V sec. d.C.). Le tombe occupano un ridosso roccioso di tipo calcareo abbastanza compatto. Molte delle tombe erano già state profanate e danneggiate, ma fortunatamente anni or sono un intervento di scavo, da parte della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Ragusa, è riuscito a recuperare ben 61 sepolture intatte e di queste solo 25 hanno restituito dei reperti riguardanti il corredo funebre, costituito da: lucerne, pochi frammenti di ceramica, vetro e monete. Dallo studio dei reperti si è potuto desumere che l'arco cronologico di più intensa frequentazione della necropoli abbraccia un periodo che va dal IV alla prima metà del V secolo d.C., anche se in effetti la necropoli la parte più antica risalirebbe alla media età del bronzo(1450- 1250 a.C.) di cui resta una tomba a forma di tholos con banchina circolare. Il ritrovamento di bicchieri e di ciotole farebbe pensare al rito del "refrigerium"; mentre la presenza di monete, all'interno delle fosse, può essere interpretato come viatico per l'aldilà.

L’area su cui insiste il sepolcreto è attualmente annoverata tra le proprietà demaniali del Comune di Santa Croce Camerina. L'area funerarie è divisa in due parti:

  • Una è a Nord-Ovest dell’odierno centro urbano, a poca distanza dalla chiesetta di Mezzagnone.

  • La seconda è a Nord-Est di esso nella zona chiamata in loco “Papallossu di Santa Lena”, qui intorno al 1990-93 è stata portata alla luce un'altra necropoli di poco posteriore. ne fanno parte 56 tombe a fossa scavate nel banco roccioso. qui sono state ritrovate monete risalenti al VI secolo d.C. di Tiberio II ed Eraclio

Ultimo aggiornamento: 03/09/2019
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