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MADONNA DEL GESU'

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO

L'enorme complesso del Convento e della chiesa di Santa Maria del Gesù è visibile dalla strada panoramica che porta a Ibla. La chiesa, attaccata alla Porta Walter, risale al 1500 e fu fatta costuire dai frati Minori Riformati, chiamati "zoccolanti". La sua costruzione fu piuttosto difficoltosa, data la zona impervia, ma i Frati minori scelsero questo sito perchè era ai margini della città, il che permetteva loro di dedicarsi al soccorso dei poveri e dei malati. Poichè nella zona era presente un'antica sorgente vi fu costruita una cisterna campaniforme per raccogliere l'acqua, attorno alla quale si formò il nuovo convento e l'attuale chiostro (dopo il terremoto del 1693). La cisterna, con una capienza di 750 metri cubi, è ancora oggi visibile e rappresenta un esempio isolato nell'architettura idraulica iblea. Il tempio presenta un prospetto che si affaccia su un sagrato sottostante al piano stradale, a cui si accede attraverso una comoda scala. Il portale è sovrastato da un arco semicircolare. All'interno la Chiesa è assai ricca di stucchi e decorazioni, nell'unica navata con sette altari non di grande pregio i quadri che raffigurano, sulla destra Sant'Antonio, la Sacra Famiglia con San Gioacchino e Sant'Anna, sulla sinistra San Francesco. Meritevole di essere ammirata la Cappella Centrale dove si può ammirare una statua della Madonna di Lourdes e due busti dei baroni Campolo, nobili che molto dedicarono alla nascita e al mantenimento della Chiesa e dell'annesso Convento. Tali sculture possono essere considerate opere d'arte del '600. Pregevole anche l'affresco sulla volta, dipinto dal ragusano Matteo Battaglia, raffigurante un grandioso tempio.

IL CONVENTO.
Il Convento fu costruito utilizzando i materiali provenienti dal Castello bizantino, crollato durante il terremoto del 1693, ed è organizzato secondo quattro livelli, adibiti a servizi diversi. Nel livello più alto erano collocate le celle dei frati, al terzo il refettorio, la cucina, il chiostro e gli altri locali comuni e nei livelli più bassi le terrazze per la coltivazione di agrumi e olivi e i magazzini. Particolare è il chiostro del convento con pavimento coperto da ciottoli di fiume. Da alcuni anni tutto il complesso è in fase di restauro per utilizzarlo come sede del nuovo Museo Archeologico. Il Convento, assai vasto, fu costruito su più piani per sopperire alla difficile posizione sul costone della montagna, ma con il passare del tempo fu completamente abbandonato. Una volta passato nelle mani del demanio, nel 1867, vi furono trasferite scuole e uffici pubblici.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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