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LUDOVICO III ENRIQUEZ MENDOZA (1596 - 1600)

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LUDOVICO ENRIQUEZ CABRERA III. 4° CONTE DI MODICA (1596 - 1600).
Morto Luigi II nel 1596, tutti i suoi averi passarono a Ludovico III Enriquez de Cabrera Almirante di Castiglia, duca di Medina de Rioseco, Cavaliere del Toson d’oro, che diventò il 4° Conte di Modica ma per soli 4 anni. Chiaramente fu anche erede universale della madre.
Il Conte Ludovico III, non venne mai nella Contea di Modica sia perché decise di servirsi (come i suoi predecessori) di un suo Procuratore Generale che scelse nella persona di Don Ippolito Nichetti sia perché nell’agosto del 1600 a Valladolid, divenuta quell’anno sede della Gran Corte regia, morì improvvisamente. Il procuratore scelse come residenza abituale la città di Palermo per curare gli interessi del feudatario sia presso il Vicerè, che presso la Gran Corona regia.

ANCHE LUI GRAVATO DA ENORMI DEBITI.
Luigi III fu signore assai splendido e spese sempre le sue vistose rendite allegramente e con regio fasto. Non c’è da meravigliarsi quindi se anche lui, gravato com’era da enormi debiti sui suoi possedimenti di Sicilia e di Spagna, pensò bene di cedere in pegno i feudi della Catalogna al Marchese di Aytona di Gaddimeli in Sicilia. Anche lui, come i suoi predecessori, volle che si rimisurassero le terre dei suoi enfiteuti, ma solo per quei feudatari che non avevano accettato gli accordi del 1565 o che erano sfuggiti alle rimisure di quell’anno.
Questi enfiteuti si accordarono con il loro signore impegnandosi con atto stipulato presso un notaio del loro paese a versare per le terre usurpate
(circa 509 salme, equivalenti a 886,4423 ha, cioè 8.864.423 mq) 4 scudi per salma in rate annuali, oltre all’affitto annuale di complessive 577 onze.

LUDOVICO III SPOSA VITTORIA COLONNA.
Ludovico il 31 dicembre del 1586 sposò Vittoria Colonna, Duchessa di Medinaceli, figlia di Marcantonio Colonna. Dal loro matrimonio nacquero 3 figli:
Giovanni Alfonso (che sarebbe diventato 5° conte della Contea di Modica), Anna e Felicia.

LUDOVICO III VENDE IL FEUDO DI GADDIMELI.
Il Conte Ludovico Enriquez Cabrera III (4° Conte di Modica), come già detto in precedenza, per i suoi pesanti debiti, fu costretto a vendere il Feudo di Gaddimeli o Mazzarelli (Marina di Ragusa). Il feudo ed il fortilizio furono venduti all'avvocato palermitano Andrea Valseca domiciliato a Modica dove esercitava la sua professione (Atto 29 Ottobre 1596 in Notaio Melchiorre de Nigro di Modica). Il Valseca s'impegnava a mantenere il castellano e gli artiglieri della torre di Modica. Questo feudo che era stato, a partire dal primo Cabrera, di proprietà dei Conti di Modica, passò per la prima volta non ad un nobile ma ad un semplice professionista.
Il Valseca, dopo circa 13 anni, chiese ed ottenne, dal Vicerè, Giovanni Fernandez Paceco Marchese di Vigliena l’ infeudazione per sé ed i suoi eredi e successori, con l’onere del servizio militare di un cavallo armato. Il Valseca diventò Barone a pieno titolo il 17 maggio del 1609 giorno del giuramento di fedeltà  e così poté godere di tutti i diritti, gli onori e i privilegi che tale condizione all'epoca comportava.
Il 16 giugno del 1617 il  Valseca e sua moglie Donna Caterina donarono il feudo al figlio Bernardo in occasione del suo matrimonio con Agata Pediligeri Statella. L’investitura avvenne quasi un anno dopo, il 7 maggio del 1618. Da Bernardo il feudo passò all’unica figlia Francesca Valseca Pediligeri che ne ebbe l’investitura il 22 febbraio del 1649. Francesca, baronessa di San Filippo e Gaddimeli, sposò il ragusano Giuseppe Arezzo di Vincenzo, Barone di Serri.
Il feudo passò quindi al loro figlio Bernardo Arezzo  che ne otteneva la regolare investitura il 12 dicembre del 1673.   
Il 17 settembre del 1797, con atto rogato presso il notaio Marco Tummino di Ragusa, il duca Francesco Arezzo Naselli, con l'intervento dei figli Giuseppe, Bernardo, Vincenzo e Giorgio, concesse in enfiteusi perpetua a don Giovanni Criscione il feudo di Gaddimeli, tenendo per sé la scaro di Mazzarelli, la torre, i magazzini della vecchia tonnara ed altri terreni. I nuovi padroni praticarono l'allevamento del bestiame e affidarono parte delle terre a nuovi coloni che promossero l'impianto di carrubeti. Fu proprio in questo periodo che a Mazzarelli sbarcò, proveniente da Palermo, l'organo della chiesa di S.Giorgio, che era stato commissionato all'Organaro palermitano Di Giacomo Andronaco.
Tra il 1777 ed il 1808 a causa di una serie di atti di pirateria il duca Giuseppe Arezzo si dimise dalla gestione della torre e la carica venne affidata, nel 1811 al governatore di Pozzallo: Saverio Nicastro.
L’ultimo degli Arezzo che detenne il feudo di Gaddimeli fu il Duca Giuseppe Arezzo Grimaldi che ne ebbe l’investitura il 2 luglio 1809. Nel 1812 il Parlamento siciliano prese una decisione molto importante: abolì i feudi e così il piccolo borgo di Mazzarelli venne sciolto da qualsiasi vincolo feudale.


MUORE LUIGI III E ANNA CAGRERA DEVE FRONTEGGIARE GRAVI DIFFICOLTA' ECONOMICHE.

Morto nel 1600 Ludovico, Vittoria divenne Contessa di Modica in nome e per conto del figlio minorenne Juan Alfonso Enriquez de Cabrera e si trovò a dover fronteggiare gravi difficoltà economiche per i debiti lasciati da suo marito. Il Re in persona Filippo III si prese cura dell’erede, Giovanni Alfonso, mandando a Modica il procuratore Ippolito Richetti per tutelarne gli interessi. Il bimbo fu nominato Almirante e fidanzato con la duchessa Francesca Sandoval, figlia del duca d'Yzeda.

LA PESTE COLPISCE, A PIU' RIPRESE, I PAESI DELLA CONTEA.
La miseria che regnava in quel periodo nella Contea non consentiva ai cittadini di sfamarsi con cibi sani e non garantiva condizioni igieniche adeguate. I municipi lasciavano ammucchiare accanto ad ogni porta le spazzature più fetide, permettevano il consumo di acque fangose e putride e queste mancanze di igiene non fecero altro che agevolare le epidemie di colera. Queste epidemie purtroppo si manifestarono più volte nei paesi della nostra Contea causando la morte di tante persone. Quella del 1522-24 fece una grande strage a Noto; quella del 1551-58; quella del 1576-77 che nella sola Modica causò più di 3.500 vittime e a Ragusa addirittura 5.400; quella del 1626 che fu fatale a Scicli; quella del 1672; quella del 1729 che nella sola Modica fece 6.000 vittime.
Nonostante queste periodiche mortalità, i comuni della Contea, a partire dal 1600, si adoperarono per fondare nuove colonie.


Ultimo aggiornamento: 03/09/2019
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