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LE TORRI SARACENE

ITINERARI > > ARCHEOLOGICO > TORRI COSTIERE

La costruzione di "osservazioni fortificate" risale addirittura al periodo avanti Cristo, ne parla già Plutarco (125-50 a.C.) e opere di difesa furono realizzate anche dai Romani, che dovettero approvare una legge speciale per salvaguardare il proprio commercio, messo in crisi dai pirati sino al 67 a.C. La legge Gabinia (dal nome del tribuno Aulo Gabinio, che la propose, chiamata anche: Lex de piratis persequendis), concesse a Pompeo Magno i più ampi poteri possibili per condurre la guerra contro i pirati che ormai da decenni rendevano insicuro il Mediterraneo e le sue coste. Fu così approntata un'armata di 500 navi, 5.000 cavalieri e un totale di 120.000 armati.

Dopo il crollo dell’Impero Romano, le coste meridionale dell'Italia vennero sistematicamente attaccate, sia dalle coste africane (Vandali), che dai Visigoti (Spagna, Francia occidentale). Gli attacchi si intensificarono nel 632, dopo la morte di Maometto, quando l’Islam iniziò la sua espansione verso l’occidente. I primi a ideare un sistema permanente di segnalazione e di difesa, per mezzo di Torri collocate in modo che da ognuna fossero visibili la precedente e la successiva, furono gli Angioini (1266–1442) e la loro opera fu continuata dagli

Aragonesi (1442-1503). Poichè la realizzazione di queste opere di difesa fu solo parziale, anche a causa dei cambiamenti politici, e finì per passare sotto il controllo dei feudatari e dei privati, proteggendo i territori, più che le popolazioni, i pirati continuarono nelle loro incursioni e razzie pressoché indisturbati. Per tentare di arginare il grave problema, nel 1405 il Re Martino il Giovane ordinò di restaurare le torri esistenti, circa quaranta, e di costruirne di nuove. Fu il primo documento certo di un progetto organico di difesa costiera affidata alle torri. La minaccia maghrebina si intensificò con il sorgere della potenza navale turca. Antagonista della potenza ottomana era l'impero spagnolo di Carlo V, e fu necessario quindi investire ingenti risorse nella difesa delle coste mediterranee sia della Penisola Iberica, sia dei possedimenti italiani, nel Regno di Sardegna, nel Regno di Sicilia, nel Regno di Napoli.

L'opera di fortificazione fu attuata dalla corona spagnola anche sotto il regno del figlio di Filippo II, figlio di Carlo V. In Sicilia la difesa costiera, come già detto, era affidata già da tempo al sistema delle torri marittime. Queste, in numero insufficienti, fungevano non solo come avamposti difensivi, ma anche come punti d'osservazione collocati com'erano in promontori. Le torri erano presidiate da militari e diponevano di armi da fuoco. Il 1 luglio 1583 il Parlamento siciliano, per proteggere le coste dell’Isola dai frequenti attacchi dei pirati (por remediar a las invasiones de corsaros), incaricarono l'architetto militare fiorentino, Camillo Camiliani, di fare una descrizione dettagliata sullo

stato delle torri esistenti. Camillani fu accompagnato nella ricognizione preliminare dal capitano Giovan Battista Fresco della Deputazione del Regno, l'organismo amministrativo che dal 1547 provvedeva alla gestione (costruzione e mantenimento) delle torri. La ricognizione durò ben due anni, dal 1583 al 1584, e comportò l'itero periplo costiero della Sicilia, effettuato quasi tutto per via terrestre. Lo sforzo costruttivo fu notevole, dalla seconda metà del XVI sino al XVII secolo, ma fu reso necessario anche perchè i Saraceni, spesso facevano anche prigionieri uomini e donne, portati e resi schiavi nei territori delle attuali Tunisia e Algeria. Il sistema delle torri possedeva una ingegnosa semplicità. Permetteva attraverso costruzioni poste simmetricamente e abbastanza vicino di comunicare, una veloce procedura d'allarme per le città. Gli addetti alle torri comunicavano tra di loro con segnali di fumo o fuochi (i cosiddetti “fani”) l’arrivo di un pericolo e allo stesso modo allertavano la popolazione dei dintorni dall'imminente arrivo de “li turchi”. Per questo motivo la costa iblea è ricca, come il resto della Sicilia (ben 218), di tali postazioni militari di quel periodo. Le scorrerie finirono definitivamente intorno alla metà del 1800.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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