BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

LE CAUSE DELLE GLACIAZIONI

MENU STORIA >

Le cause che durante un'Era glaciale spingono il clima terrestre ad avere cicli di avanzamento e scioglimento dei ghiacci sono ancora oggetto di studio. La maggior parte degli studiosi è però ormai concorde nel ritenere che le cause delle fluttuazioni del clima, che portano all'alternarsi di periodi glaciali e interglaciali, siano di tipo astronomico.

LE CAUSE ASTRONOMICHE.
Ci sono fenomeni ciclici, chiamati cicli di Milankovich, che possono influenzare notevolmente il susseguirsi dei periodi glaciali e soprattutto degli interglaciali all'interno di una singola Era glaciale.
I tre fattori responsabili delle fluttuazioni climatiche di lunga durata che portano alle glaciazioni sarebbero, secondo gli astronomi sono:

  • I cambiamenti dell'inclinazione dell'asse terrestre (DONDOLIO).

  • Le variazioni dell'orbita ellittica del Pianeta (STIRAMENTO).

  • Le precessioni degli equinozi (SFARFALLIO).

I CAMBIAMENTI DELL'INCLINAZIONE DELL'ASSE TERRESTRE (DONDOLIO).
Se la Terra fosse una sfera perfetta non potrebbe mantenere la rotazione attorno ad un asse, sarebbe come una palla: sempre pronta a variare l’asse di rotazione. Per nostra fortuna la Terra è leggermente schiacciata ai poli, e questo la rende simile ad un giroscopio che ruota attorno ad un asse fisso.
L'asse terrestre è inclinato rispetto alla perpendicolare al piano dell'eclittica: questa inclinazione, combinata con la rivoluzione della Terra intorno al Sole, è causa delle stagioni; maggiore è il valore dell'inclinazione più calde sono le estati e più freddi gli inverni.

L'entità dell'inclinazione varia ciclicamente tra circa 21,55° e circa 24,20°, con un periodo di 41.000 anni; attualmente l'inclinazione è di 23° 27’ cioè in diminuzione. L’inclinazione dell’asse terrestre può cambiare in seguito a:

VARIAZIONI DELL'ORBITA TERRESTRE (STIRAMENTO).
L’eccentricità dell’orbita della Terra attorno al Sole varia. La posizione relativa di Terra e Sole è di fondamentale importanza nel determinare la quantità e la distribuzione delle radiazioni solari che raggiungono la superficie del pianeta. le variazioni dell'’orbita che la terra descrive attorno al Sole e dell’inclinazione del suo asse di rotazione (vedi sopra), benchè minime influenzano il clima globale su scale temporali medie. L’orbita che la Terra percorre intorno al Sole è sempre ellittica, tuttavia, con una ciclicità di 90.000-100.000 anni circa, la forma dell’ellisse varia facendosi più schiacciata e portando la Terra ad avvicinarsi e ad allontanarsi in misura diversa dal Sole nell’arco dell’anno. Conseguenza di ciò è che cambia la quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre nelle diverse stagioni.

In particolare la forma dell'orbita terrestre varia in un periodo di 100.000 anni (lo stesso intervallo esistente fra due glaciazioni successive) da un ellisse a un cerchio, modificando la distanza Terra-Sole. Si è calcolato che in un ciclo di 92.000 anni la distanza della terra dal Sole può variare da 1 milione di KM fino a 16 milioni di Km. attualmente essa vale 5 milioni di Km.

LE PRECESSIONI DEGLI EQUINOZI (SFARFALLIO)
Questo orientamento cambia con un periodo di 25.800 anni, determinando la precessione degli equinozi. Succede che ogni 25.800 anni circa, l'asse attorno a cui la Terra gira su se stessa, ruota con con un "movimento di precessione". Cioè se l'Emisfero Nord era inclinato in direzione opposta al Sole all'afelio (punto più distante della Terra dal Sole), dopo 25.800 anni l'Emisfero Nord si trova ad essere inclinato nella direzione del Sole all'afelio. In altri termini nel primo caso il il punto dell'orbita in cui cade l'estate è più lontano, nel secondo caso invece è più vicino al Sole. Il moto di precessione può essere spiegato facendo l'esempio della trottola che gira su sé stessa stando perfettamente in verticale. Quando il suo moto viene perturbato, essa comincia a ondeggiare con un movimento di precessione: il suo asse si muove descrivendo un cono.  
Percorrendo il cono, l’asse della Terra oscilla su e giù con un moto sinusoidale, detto moto di
“nutazione”.

Possiamo concludere quindi che: quando l’insieme dei movimenti millenari provocano una diminuzione della quantità di energia solare ricevuta durante l’estate dalle zone prossime ai poli e dalle aree montane (a tutte le latitudini) la neve caduta in inverno non si scioglie completamente e si accumula negli anni, trasformandosi in ghiacciaio. Le calotte polari si espandono ed il nostro pianeta entra in età glaciale.

ALTRI FATTORI SCATENANTI.

Le cause astronomiche non sembrano però in grado di spiegare da sole tutte le vicende glaciali. Sappiamo che le glaciazioni sono iniziate e terminate in modo brusco e che al loro interno sono riscontrabili oscillazioni climatiche, della durata di poche migliaia di anni, troppo breviper essere giustificate dalle cause astronomiche. Per queste variazioni minori si son dovuti cercare un altri fattori scatenanti.

CAMBIAMENTI NELLA CIRCOLAZIONE OCEANICA.
Il provvisorio dirottamento della Corrente drl Golfo rende meno rigido il clima di regioni che sarebbero molto più fredde come l'Islanda, la Gran Bretagna e la Francia settentrionale.

ATTIVITÀ SOLARE.
L'emissione della radiazione solare, conseguenza dell'attività solare, non ha un andamento costante nel tempo, ma
segue dei cicli principali di undici anni ed altri secondari, legati alla variazione del numero delle macchie solari, la cui attività ha un influsso diretto sulla quantità di radiazione inviata verso la Terra e di conseguenza sulla temperatura della superficie terrestre. Tali variazioni da sole non sono in grado di dare avvio ad una glaciazione propriamente detta, ma possono dare un contributo alla sua intensità e durata quando sono in

coincidenza con alcune delle altre possibili cause già evidenziate o al più determinare periodi centenari dal clima terrestre più freddo come ipotizzato per la Piccola era glaciale.

ATTIVITÀ VULCANICA E METEORITICA.
Recenti studi su una delle ultime glaciazioni, avvenuta circa 74.000 anni fa, ipotizzano un'altra teoria sulle possibili cause di una glaciazione. È possibile, infatti, che un'intensa attività vulcanica o anche una pioggia di meteoriti abbiano innalzato una coltre di gas e polveri in grado di respingere molti dei raggi solari, abbassando così la temperatura.

La presenza di ceneri finissime nell'atmosfera dovute ad importanti eruzioni vulcaniche ridurrebbero drasticamente le radiazioni solari. Tuttavia, per quanto possano essere state intense eruzioni, non sembra che abbiano interessato l’intera atmosfera, perciò resta difficile spiegare il fatto che le grandi glaciazioni si siano avute contemporaneamente in tutto il pianeta.

NEBULOSE SPAZIALI.
Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che tra Sole e Terra si siano interposte delle nebulose di tale densità da ridurre l'intensità delle radiazioni, con conseguenti abbassamenti delle temperature. Con tali ipotesi si spiegherebbe la contemporaneità delle glaciazioni in tutto il globo e la loro non periodicità nel manifestarsi. Purtroppo non vi è modo di dimostrare che il fenomeno sia effettivamente accaduto più volte nella vita della Terra.

DISTRIBUZIONE DELLE TERRE EMERSE PIÙ IMPORTANTE
La forma e la disposizione dei continenti influenzano le correnti marine e la circolazione delle masse d’aria, a loro volta responsabili degli scambi del calore su tutto il pianeta.

La tettonica delle placche, quindi, esercita un ruolo importantissimo nell’innescare modificazioni climatiche. Le glaciazioni quaternarie, in particolare, secondo le più recenti teorie sarebbero state innescate dalla separazione dei continenti, in particolare dal distacco dell’Antartide, e dalla conseguente stabilizzazione della corrente circumantartica, che impedisce scambi di calore con le più calde zone equatoriali e tropicali.

Ultimo aggiornamento: 04/10/2019
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu