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LA STORIA

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO > SAN GIORGIO

All'indomani del tremendo terremoto del 1693, tra i morti e le rovine, Ibla piangeva il crollo del meraviglioso tempio dedicato al San Giorgio (fatto erigere dalla potente famiglia Chiaramonte a partire dal XIV secolo) e del tempio dedicato a San Giovanni. Gli iblei decisero allora, per far cessare l’odio che aveva contrapposto i fedeli dell’uno e dell’altro Santo, di costruire una nuova  chiesa che sarebbe stata chiamata “Chiesa di San Giorgio e San Giovanni”. Nel documento stilato presso il Notaio Francalanza il 25 marzo 1705, le due parti convennero che nella nuova chiesa sarebbero state costruite due cappelle identiche, dedicate ai due Santi, e di edificarla in un'area al centro della città, a metà strada fra le due chiese distrutte,  là dove c'era l’antichissima chiesa di San Nicola (costruita, a sua volta, sui resti di un tempio pagano), andata anch’essa distrutta. Ma la costruzione della nuova chiesa fu ritardata dalle contese fra i " Sangiorgiari” e i  “Sangiovannari". Insofferenti  quest’ultimi decisero di abbandonare Ibla, di fondare una nuova città al Patro, più a nord, dove avrebbero edificato la nuova chiesa dedicata al loro Patrono, San Giovanni Battista. La divisione della città fu ufficialmente chiesta al Conte Giovanni Tommaso Enriquez Cabrera, che la concesse nel 1695. Ma nel 1703, poiché Ibla si era ribellata a Filippo V di Borbone, il Conte fu condannato a morte e i suoi beni, compresa la Contea di Modica, furono incorporati al Regio Fisco. I nobili di Ibla colsero questa favorevole occasione e chiesero al re la revoca del decreto di divisione della città. Intanto i lavori per la nuova chiesa di San Giovanni procedevano alacremente e quando i nobili di Ibla si resero conto che era necessario recuperare il tempo perduto, si rivolsero nel 1738 (45 anni dopo il terremoto) al massimo esponente dell'architettura siciliana del tempo, Rosario Gagliardi. Al maestro fu chiesto di fare un progetto grande e maestoso, tale da offuscare tutte le altre chiese, ed in particolare quella di San Giovanni. Il Gagliardi studiò per la nuova Chiesa un asse non allineato con la piazza, in modo da offrire allo spettatore suggestive quanto inaspettate visuali prospettiche, orientò così la Chiesa un po' più a sinistra rispetto alla piazza antistante così che la futura cupola fosse visibile dietro l'imponente facciata a campanile. (Il progetto in originale, datato 27 settembre 1744 ed acquistato dal parroco del tempo Don Filippo Giampiccolo ora si conserva in sagrestia). I lavori iniziarono nel 1739 e furono completati, ad esclusione della cupola, nel 1775; l'inaugurazione avvenne il 30 aprile 1767.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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