BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

LA STORIA

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO > S. FRA.CO IMMACOLATA

DOVE SI TROVA.
La chiesa e l'annesso convento dedicati a San Francesco e all'Immacolata Concezione sono ubicati all'estremità nord orientale dell'abitato di Ibla, in posizione panoramica con vista sul Fiume Irminio e sulla valle del San Leonardo.
Il Convento e la chiesa di San Francesco all'Immacolata  si raggiungono da piazza Pola con una deviazione che, attraversato l'antico ghetto ebraico, conduce al margine settentrionale dell'antico nucleo abitato.

STORIA.
Dedicata a S.Francesco D'Assisi, ma conosciuta con il nome di Immacolata, la chiesa sorse, con molta probabilità nella seconda metà del secolo XIII; si ha notizia infatti di una comunità francescana sorta a Ragusa nel 1225, pochi anni dopo la morte del Santo. Una tradizione la vuole edificata, insieme all'attiguo convento, sul palazzo in cui risiedevano i Conti Chiaramonte, di cui il campanile sarebbe una delle torri. In realtà, i resti, ancora visibili dell'antica chiesa, inglobati nell'attuale edificio, sono anteriori al 1299, anno d'inizio della Signoria dei Chiaramonte, i quali, inoltre, non avrebbero mai costruito il loro palazzo all'estremità dell'abitato; erano, invece, i frati francescani, conformemente allo spirito di povertà del fondatore, a stabilirsi sempre nelle periferie della città, in cui si poteva condividere la vita dei poveri, dedicarsi all'accoglienza e alla cura dei malati, dei viandanti, dei pellegrini e, parimenti, conservare un certo isolamento che facilitasse la preghiera e la contemplazione. Nel 1471 vi morì la contessa Violante Prades, vedova di Giovanni Bernardo Cabrera, l'ultima nobile dei Conti che risiedette negli Iblei. A partire dalla fine del XV secolo, l'area e le superstiti murature vennero richieste e cedute ai frati che, rovinando parti di muratura, ne adattarono il resto alla vita conventuale. Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, la chiesa subì un consistente intervento di ricostruzione e probabilmente di ampliamento in stile tardo-manierista, conservando dell'antico edificio soltanto la torre campanaria ed il prospetto principale.

L'ESTERNO.
Il terremoto del 1693 distrusse l'intero convento e danneggiò gravemente la chiesa provocando il crollo della cella campanaria e dell'intero prospetto gotico. I danni vennero riparati e già nel 1711 i lavori si conclusero, con la posa delle campane nella nuova cella campanaria, sormontata da una balaustra con quattro statue, oggi molto rovinate. Della primitiva chiesa gotica ci restano solo: il portale, rimontato dopo il crollo della facciata, i cui caratteristici capitelli ad uncino ne pongono la datazione alla seconda metà del XIII secolo, e la base della torre campanaria, anch'essa databile al periodo svevo. La facciata della chiesa fu arretrata rispetto al campanile e per l'ingresso, spostato a Sud, fu costruito un portale in stile barocco nell'attuale piazza Chiaramonte, che divenne l'ingresso principale della chiesa. La facciata del portale presenta due semplici paraste che terminano con capitelli ed una cornice sopra sormontata da una finestra ad arco. Modifiche murarie furono effettuate nel 1751 e consolidamenti alle volte della navata destra nel 1753.

IL DUOCENTESCO PORTALE D’INGRESSO.
Bello il portale superstite caratterizzato dai grossi fasci cordonati della strombatura, da semplici capitelli con foglie appena accennate dai fasci che chiudono il classico arco gotico. Fu ricostruito dopo il crollo di parte dell'edificio e qualche ricercatore lo associa all'epoca federiciana.

LA TORRE CAMPANARIA.

Forse l'unico elemento costruttivo residuo resistito è la parte inferiore della torre campanaria. La sua notevole altezza e potenza è interrotta a vari livelli da cinque fasce marcapiano che lo rendono snello. Le prime tre sono molto semplici, caratterizzate da una cornice da cui pende una fila di dentelli a coda di rondine la prima, mentre le altre due sono più semplici. Il quarto marcapiano presenta figurine più complesse quali archetti pensili con all'estremità foglioline e crocette scolpite, mentre la successiva, nel riprendere il motivo della seconda, ne risulta più semplice. Si aprono qui le quattro finestre da cui emergono le tre campane. Conclude la serie un quinto cornicione che sorregge una balaustra ornata con candelabri e avente ai quattro lati resti di statue. Superiormente a questo motivo settecentesco si erge una loggetta-cupoletta con oculi superiori e a sezione ottagonale, dal chiaro stile barocco, sicuramente realizzata nel post terremoto, abbellita da quattro archi stretti e alti che si alternano a quattro nicchie con semplice conchiglia.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu