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LA FAMIGLIA AREZZO

C.DONNAFUGATA >

Gli Arezzo sono, molto probabilmente, i discendenti di un’antichissima famiglia romana detta Aretia, le cui origini risalgono al 1130. Un Aldo Arezzo sembra esserne stato il capostipite, in Sicilia, al servizio di re Ruggero II. Da questa famiglia si originarono diversi rami e discendenze che inizialmente si stabilirono a Siracusa ed in seguito a Ragusa, a Modica e a Palermo. I discendenti poterono vantare numerose  investiture, titoli nobiliari, e assegnazioni di relativi feudi ( Cardinale 1392, Targia, S. Giuliano, Crocifia, Serri, Calamezzana, Donnafugata, Celano, Trifiletti, S.Filippo delle Colonne, Gaddimeli, etc. ). Fino al XV secolo il feudo di Donnafugata apparteneva sicuramente alla Corona. Successivamente il feudo passò alla famiglia Bellio-Cabrera, che lo vendette intorno al 1630 a Giovanni Arezzo-Propenso. Costui fu il primo barone di Donnafugata, già terzo barone di Serri, e sposò Antonina La Rocca, con la quale ebbe due figli: Giuseppe e Vincenzo. Il titolo ed il possesso del feudo, il 15 maggio del 1645, passarono al secondogenito Vincenzo Arezzo La Rocca il quale, il 10 settembre 1649 ottenne anche il titolo del feudo di Serri. Si alternarono diversi discendenti: Corrado II (SP. a Claudia Arezzo Melfi), Vincenzo II (sp. Caarmela Infantino), Corrado III (sp. Caterina Xifo, 1696), Francesco I (sp. Maria Cultrera di Montesamo, 1740), Corrado IV (sp. Emanuele Cosentini Bertini, 1794), Francesco (1800/1874) che sposò donna Vincenza De Spucches, sorella del duca di Caccamo, marchese di Schirò, principe di Galati. Con Francesco a partire dal 1820 si ebbe l’avvio all’importante fase costruttiva e si cominciò a dotare il castello di collezioni artistiche e di arredi.

CORRADO AREZZO DE SPUCCHES.
Da questa unione nacque Corrado V Arezzo De Spucches barone di Donnafugata. Corrado Arezzo De Spucches si unì in matrimonio con Concetta Arezzo di Trifiletti. Da questa unione si ebbe solo una figlia, Vicenzina, che a soli 16 anni andò in sposa al duca di Palazzo e principe di Sperlinga Giuseppe Alvaro Paternò-Castello Alliata di Manganelli. La giovane Vincenzina non ebbe un matrimonio fortunato, fu abbandonata dal marito e cadde in depressione. Successivamente una grave malattia la costrinse a vivere a Parigi, ove si spense il 12 gennaio 1888 senza lasciare alcun testamento per cui le successero le due figliole avute con il duca, Clementina e Maria.  Clementina Paternò-Castello Arezzo, primogenita, ricevette dalla madre Vincenzina la trasmissione del titolo e del feudo (1899) e quello di San Giuseppe nel 1912, e inoltre pure i titoli del padre, morto senza prole maschile legittima, per cui con R.R.L.P. del 12/1921 fu riconosciuta principessa Sperlinga dei Manganelli duchessa di palazzo, baronessa di Manganelli e signora dell'Ufficio di Maestro Notaro della Curia Capitale di Catania. Clementina andò in sposa (dopo la famosa "fuitina") al visconte Gaetano Combes de Lestrade, il 16 maggio 1906. La coppia ebbe un'unica figlia, Clara Combes di Lestrade, Paternò-Castello che, unitasi in matrimonio con il conte Vincenzo Testasecca di Caltanissetta, avrà due figlie: Maria (morta giovanissima) ed Ignazio. Costui riceverà i titoli sia paterni che materni e li trasmetterà al figlio Gaetano, che porterà il ramo in Francia. La secondogenita Maria, andò in sposa al principe Marullo di Castellaci, ma la coppia non ebbe eredi. Durante il terremoto di Messina nel 1908 la coppia adottò il nipote Corrado Arezzo-Giampiccolo e la principessa Maria lo istruì suo erede universale. Saranno i discendenti di Gaetano Arezzo che nel 1982 vendettero al comune di Ragusa per la somma di un miliardo il castello (a destra lo stemma del casato degli Arezzo).  

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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