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LA CIVILTA' DI PANTALICA NORD (1270 - 1050 a.C.)

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Questa facies inizia 537 anni prima dell’arrivo dei Greci in Sicilia. Se per l'inizio della fase culturale di Pantalica I possiamo accettare la data di Ellanico del 1270 circa a. C. e per la sua fine quella dataci da Tucidide del 1050 a. C., la sua durata è stata di più di due secoli. Rappresenta la fase più antica della cultura di Pantalica, forse la più interessante. Intorno al 1270 a.C. si registrò una brusca interruzione della vita civile nella fascia costiera e obbligato le popolazioni indigene a cercare scampo rifugiandosi in posizioni più atte alla difesa. Probabilmente questa fuga può essere stata causata da maremoti, eruzioni dell’Etna, assalto di pirati. Le persone che fondarono il primo stanziamento nel sito di Pantalica, appartenevano alla facies culturale di Thapsos, come si è potuto dedurre dalla ceramica ritrovata.

UNA CITTA' STATO.
Per più di 600 anni Pantalica fu una città stato, con una propria economia, un proprio sovrano ed un controllo su tutto il bacino dell’Anapo. Il palazzo del principe (l'anaktoron) dominava il villaggio di capanne circolari di cui non rimangono tracce evidenti, forse perché i materiali usati si sono deperiti nel tempo.

IL CORREDO FUNERARIO.
Il corredo funerario venuto alla luce è ricco di oggetti bronzei, forme fittili e metalliche ispirate al repertorio egeo. Nelle tombe sono state trovate: pugnali, rasoi, coltellini con lama detta a fiamma, fibule ad arco semplice o ad arco di violino, caratterizzato da una specie di occhiello rotondo a un’estremità.

LE FIBULE
Fra i nuovi tipi della bronzistica sono le fibule che prendono una larga diffusione nell'abbigliamento. I tipi di fibule caratteristici di questa età sono quelli ad arco di violino e ad arco semplice con noduli agli estremi. Le fibule, ancora assenti nelle necropoli della cultura di Thapsos, prendono ora una larga diffusione nell’abbigliamento per sostenere il mantello. Nella fase più antica hanno la forma ad arco di violino o ad arco semplice con noduli agli estremi, talvolta, con un tratto terminale dell’arco rettilineo. Micenei sono i grandi anelli d’oro decorati con motivi spiraliformi o con figure di pesci stilizzati o con l’occhio apotropaico.

I BRONZI.
La stessa impronta micenea troviamo nei bronzi. Le più antiche tombe di Pantalica presentano specchi rotondi, coltellini col manico fuso insieme alla lama a fiamma, spade, rasoi a forma di nastro con lati lievemente concavi.  La grande quantità di oggetti di bronzo che si ritrova in ogni tomba di quest’età indica chiaramente che il metallo non era più una cosa rara, come avveniva ancora nell’età di Thapsos, quando era riservato per le armi e per pochi oggetti di ornamento, ma era entrato ormai largamente nell’uso quotidiano.

LA CERAMICA.
Questo periodo fu caratterizzato da una ceramica tecnologicamente assai progredita, grazie all’uso del tornio. La ceramica era di colore rosso lucido e presentava decorazioni fatte da fasce di solchi sottili ravvicinati verticali. Le forme prediligevano altissimi steli tubolari, colli alti e sottili. Era evidente che questa ceramica rappresentasse un'evoluzione rispetto allo stile di Thapsos. Altre forme erano evidenti imitazioni di prototipi micenei, con un impasto più fine, le forme tipiche erano i grandi vasi cuoriformi su altissimo piede; le hydrie panciute e dotate di quattro piccole anse, le bottiglie monoansate con un beccuccio fornito di una specie di filtro, le cosiddette teiere.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
giampigiacomo@libero.it
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