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L'UTILIZZO DEL CARRUBO

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Il frutto (o carruba) è un gran baccello detto “lomento” allungato e appiattito, di circa 2x10-15 cm, verde pallido che diventa marrone scuro a maturità. Presenta una superficie esterna molto dura, con polpa carnosa, pastosa e zuccherina che indurisce col disseccamento. I frutti permangono per parecchio tempo sull'albero per cui è facile trovare su di esso frutti "essiccati" di colore marrone e immaturi di colore verde (foto accanto). Le carrube si conservano per molto tempo e possono essere consumate comunemente fresche o secche o, in alternativa, passate leggermente al forno.
Le parti più importanti della carruba sono: la polpa ed i semi.

LA POLPA.
Dalla polpa si possono ottenere diversi prodotti, utili e necessari in molte applicazioni. Uno di questi è uno sfarinato, simile alla semola di mais, impiegato nella fabbricazione dei mangimi composti, alimento molto gradito agli animali.
Per quanto riguarda le sue proprietà dietetiche, con particolare riferimento al suo potere assorbente intestinale questo prodotto è indicato per tutti i soggetti reduci da malattie infettive o da gravi disturbi del tratto digerente.
La
polpa fresca è assai gradevole e ha un'azione leggermente lassativa quando è secca; al contrario è astringente.
La polpa ridotta in farina è usata nella produzione dolciaria ed è notevolmente apprezzata per il suo bassissimo contenuto in grassi e per l'assenza totale di teobromina, oltre che per il gusto gradevole e il suo notevole contenuto in zuccheri. Sostituisce il cacao.
Il saccarosio può essere estratto dalle polpe con particolari tecnologie e si presenta di ottima qualità se ricristallizzato. Il contenuto di saccarosio dei baccelli, che è di circa il 2-5% a fine marzo, aumenta rapidamente a partire dalla fine di maggio fino a raggiungere il massimo livello a metà agosto. La polpa per il suo alto contenuto di zuccheri
si presta utilmente per la produzione di alcool.

I SEMI.
I semi di carruba sono "un meraviglioso dono della natura", infatti essi rappresentano una miniera inesauribile di una vasta gamma di utilizzazioni industriali. I semi sono scuri, tondeggiati e appiattiti, assai duri, molto omogenei in peso, detti "carati" e immangiabili. Dai semi, una volta macinati, si ottiene una farina dai molteplici usi. Il seme di carruba è di una durezza incredibile; la buccia formata da tre strati incrociati fra loro è impermeabile e non si lascia scalfire facilmente.L'episperma è molto ricca di acido tannico e di sostanze coloranti, ma la parte più importante del seme è l'endosperma, che è molto ricco di carrubina, che ha la capacità di assorbire acqua per 100 volte il suo peso. La carrubina viene posta nel mercato come farina di semi di carruba allo stato secco e viene usata quale addensante, legante, stabilizzante, flocculante, sospendente, filmogene, impermeabilizzante, eccipiente, omogeneizzante, agente di sedimentazione, agente di filtrazione, nelle industrie alimentari, tessili, cartarie.

ALTRI USI.
Nelle piante molto longeve, dopo le prime piogge d'agosto, fa la sua presenza il cosiddetto
fungo del carrubo (Laetiporussulphureus). Seppur consumato in alcune zone della Sicilia e della Basilicata è un fungo tossico che può causare spiacevoli effetti gastro-intestinali.
I fiori sono molto frequentati dalle api, e ciò costituisce un valido contributo alla estensione dell'apicoltura nelle aree di coltivazione del carrubo.
Il legno di carrubo per la sua durezza veniva impiegato per la fabbricazione di utensili e macchinari in legno soggetti a usura, in ebanisteria ed anche nella fabbricazione delle barche. Il legno ha un’ottima resistenza all’urto, alla flessione e all’inchiodatura.
Dalle foglie si ottengono sostanze tanniche utili per la concia delle pelli ed un estratto che possiede delle importanti proprietà antibatteriche, utili in caso di intossicazioni alimentari.
La medicina popolare fa uso diretto dei frutti in un dolcissimo decotto, utile per la tosse e le bronchiti. Si parla anche di: pane di carrube, sciroppo di carrube, surrogato del caffè di carrube, vinello di carrube, liquore di carrube (noto in Turchia con il nome di “Scherbet” ed ottenuto dalla polpa), cioccolato di carrube.
Da ultimo non va trascurato il valore ornamentale della pianta, molto indicata nell'abbellimento dei paesi costieri e la gradevole ombra che le sue chiome offrono nei giorni di calura.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
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