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L'INTERNO

RAGUSA IBLA > > CHIESE UNESCO > SAN GIORGIO

LE NAVATE.
L'interno della Chiesa, a croce latina, a tre navate, separate da due file di robuste colonne, cinque per ogni lato, con un'ampia zoccolatura in pece terminanti con capitelli corinzi. La navata maggiore, coperta da una volta a botte lunettata, è illuminata da ampie finestre. Le due navate laterali comprendono una serie di cappelle con copertura a cupola. L’interno offre non pochi capolavori oltre alle stupende decorazioni e agli addobbi sontuosi. Nelle cappelle delle navate laterali si trovano tele di alcuni dei più celebri artisti del settecento siciliano: Vito D'Anna, Antonio Manno, Giuseppe Tresca.

LE FINESTRE DELLA NAVATA CENTRALE.
In alto, le finestre della navata centrale sono chiuse da vetri colorati, artisticamente istoriati: in tutta la Chiesa ve ne sono ben 33, raffiguranti 13 episodi del Martirio di San Giorgio, 6 figure di Santi, 14 simboli vari, realizzati su disegni di Amalia Panigati nel 1926.

I SIMULACRI.
Sopra le porte laterali sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade, durante la festa patronale di San Giorgio: la statua del Santo a cavallo opera dello scultore palermitano Girolamo Bagnasco, che la realizzò nel 1874; e la grande cassa-reliquiario in lamina d'argento sbalzata, opera del 1818 dell'argentiere palermitano Domenico La Villa.

LA SAGRESTIA.
Nella sagrestia, riccamente arredata con armadi in legno, finemente decorati, troneggia un’antica pala d’altare, cioè una decorazione di tribuna composta da tre statue, in pietra indigena, raffiguranti San Giorgio a cavallo, affiancato da Sant'Ippolito e da San Mercurio, con vesti di guerrieri e con un piede su un capo reciso. Le tre statue poggiano su una base con alcuni bassorilievi raffiguranti episodi della vita di San Giorgio e i dodici Apostoli. Originariamente si componeva di 5 nicchie con altrettante statue: le nicchie sono abbellite da sei colonne corinzie elegantemente scolpite. Il tutto, datato 1574, si trovava nella vecchia Chiesa di San Giorgio e viene attribuito a qualche discepolo del famoso scultore palermitano Gagini. Di fronte alla porta della sagrestia c’è la modesta tomba del Conte Bernardo Cabrera, le cui spoglie furono trasferite dalla vecchia Chiesa, unitamente allo stemma e ad una lapide che ricorda colui che fu Conte di Ragusa dal 1392 al 1419

ALTRI CAPOLAVORI.
La Chiesa conserva tanti altri capolavori: uno di questi è il grandissimo telerio che viene utilizzato per chiudere l'abside destra durante la Quaresima; opera dei calatini Francesco e Giuseppe Vaccaro, rappresenta la Crocifissione con innumerevoli personaggi a piedi e a cavallo. Ancora vengono conservati preziosi reliquari, in oro e in argento, calici finemente lavorati, mazze capitolari, preziosi paramenti sacri, oltre ai busti in argento di Santa Gaudenzia e di San Giorgio, che costituiscono tutti il cosiddetto 'tesoro di San Giorgio'.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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