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L'ECCIDIO DEGLI EBREI A MODICA 15 AGOSTO DEL 1474

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Gli ebrei erano vissuti in Sicilia dai tempi biblici, si suppone che fossero arrivati sulle coste siciliane insieme ai Fenici, forse coi greci, certamente dopo il 70 d.C, anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme, quando ebbe inizio la loro diaspora. Al principio dell'era cristiana S. Marziano fu martorizzato presso la Sinagoga di Siracusa; sotto i Saraceni gli ebrei furono sottoposti, come i cristiani, al pagamento della "gezia"; nelle guerre angioine e nelle lotte arabonesi difesero la Sicila come se fosse stata la loro patria, in ciacuno dei nostri comuni occupavano un quartiere che era il loro "ghetto". Era gente laboriosa, quieta, che viveva di industria, di commercio e di risparmio, ma odiata sempre per quella teoria della loro schiavitù eterna, sanzionata dai teologi e dai canonisti. Fino al 1492 la percentuale degli ebrei residenti in Sicilia era superiore a quella di qualsiasi altra regione o stato europeo o del bacino del mediterraneo. Le percentuali per ogni città oscillavano da un minimo del 5% ad un massimo del 50% (vedi Marsala).

A Modica il quartiere “Cartidduni” (Cartellone, il tratto mediano della Via Carlo Papa che porta alla Chiesa del SS.Salvatore) era abitato, quasi esclusivamente, da ebrei. Anche ad Ibla esisteva il quartiere "Cartidduni", quello della chiesetta dell'Annunziata.  La comunità ebraica era ricca e intraprendente soprattutto perché operava nell’industria molitoria e faceva affari con i cereali, i vigneti, gli uliveti, con la lavorazione del latte, con la coltivazione della canna da zucchero e del baco da seta (esportavano la seta a Malta ed in Tunisia).

Gli ebrei avviarono anche diversi laboratori per la concia delle pelli, e commerciavano il lino, la canapa, la lana, il sapone e gli schiavi. Notevole era il loro peso socio-economico, basta dire che possedevano quasi tutti i negozi e gestivano i tributi e le rendite del conte. Si può dire che non fu la proaganda degli ordini religiosi, dei domenicani in particolare, a scatenare l'odio razziale e la furia omicida dei modicani, bensì l'azione del ceto imprenditoriale e mercantile modicano che voleva conquistare un importante segmento dell'economia locale in quel momento controllato dagli ebrei.

In più di una occasione gli Ebrei avevano prestato denaro ai Cabrera, che protessero le comunità ebraiche. La supremazia degli ebrei nei commerci e nella finanza fu agevolata dallo spiccato pregiudizio che i nobili siciliani avevano sempre avuto nei confronti del commercio; per loro la realizzazione sociale più alta era soprattutto l'acquisizione della terra.  A Ragusa gli Ebrei occupavano il quartiere Porta Mulini (sulla vallata San Leonardo); mentre a Scicli il quartiere Meschita.Con il tempo però le comunità ebraiche furono avversate e vessate da tutte le corone siciliane e dai papi, che per far cessare l’esercizio di usura praticato dagli Ebrei, eliminarono il tasso d’interesse inducendoli ad emigrare. Nel 1450 l'ebreo Leone da Ragusa si fece iniziatore di una generale emigrazione degli Ebrei siciliani in Terrasanta, ma fu trovata una legge del 1 giugno del 1400 di Re Martino che vietava "la fuga dei capitali all'estero" per cui i fautori di questa iniziativa furono arrestati, processati e i loro beni devoluti al Fisco. A Siracusa tre rabini: Elia Numirichi, Sabatino Sigilmes e Raba Attave convinsero l'Erario ad accontentarsi di un riscatto; a Palermo nel 1474 alcuni ebrei furono processati, torturati e poi assolti dietro pagamento di 5.000 fiorini.   

L'ECCIDIO DEL 15 AGOSTO DEL 1474 A MODICA.
Iniziarono così le repressioni inquisitoriali, l'isolamento degli Ebrei, dando inizio a quella intolleranza religiosa che, a Modica, sarebbe sfociata nell’eccidio del 1474. Qui i nuovi patriziati locali, desiderosi di accaparrarsi il potere economico e politico degli ebrei, avevano cominciato, da tempo, a sobillare le masse fino a farle esplodere il 15 agosto di quell’anno, giorno dell'Assunzione.
Un’orda di gente, al grido di “Viva Maria e Morte ai Giudei”, armata invase il quartiere di Cartellone e in mezzo a una confusione di grida, minacce, di preghiere e imprecazioni uccise un numero imprecisato di Ebrei (da 360 a 600).

Le fiamme snidarono dalle loro case quei poveri Ebrei, le spade li massacrarono, non si ebbe riguardo nè del sesso, nè dell'età, nè delle condizioni sociali e per molti giorni le vie della città rimasero rosse di sangue. Tumulti, incendi, devastazione di fabbricati e stragi avvennero anche a Noto, Augusta, Sciacca; ma quello di Modica fu il più terribile della storia degli ebrei di Sicilia.

L'EDITTO DI FERDINANDO IL CATTOLICO DEL 1492.
Il 31 marzo del 1492, un editto di Ferdinando il cattolico impose senza condizioni che gli ebrei dovevano abbandonare per sempre la Sicilia entro il 31 luglio, pena la morte. iniziò allora una viva corrispondenza tra il Vicerè di Sicilia Ferdinando d'Acuña ed il Governatore della Contea (12, 13, 20, 29 agosto , 16 dicembre 1492). Il Vicerè differì la publicazione dell'editto per dare tempo alle città siciliane di inviare ambasciatori al Re per chiedergli di scongiurare una così ingiusta proscrizione, contemporaneamente gli Ebrei si mobilitarono per racimolare una discreta somma per ottenere un ritardo della partenza. Ma il Re rispose con un altro editto costringendo gli Ebrei a pagare allo Stato il 4% delle tasse che avrebbero potuto pagare restando ed un altro editto dove li costringeva a lasciare l'isola come dei pellegrini. Incassando L. 12.500 permise agli ebrei di partire con una veste, un materasso, una coperta, due lenzuola e L.1,25 per vettovaglie. Il 20 settembre del 1492 gli ebrei sopravvissuti partirono dalla contea imbarcandosi a Pozzallo. A Modica rimase un solo ebreo che, al tempo della strage, aveva subito dodici volte la tortura.


Ultimo aggiornamento: 03/09/2019
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