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L'ALTOPIANO IBLEO

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Il complesso montuoso-collinare dei Monti Iblei, localizzato nella parte sud-orientale della Sicilia compresa tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania, è costituito da un massiccio calcareo-marnoso bianco conchiglifero. Durante il Miocene intensi movimenti litosferici fecero emergere dai fondali un antico bacino marino, prevalentemente costituito da sedimenti di natura organica. Dal vulcano spento del Monte Lauro, la cima più alta 987 m s.l.m., si dipartono a raggiera numerose colline che degradano dolcemente in ogni direzione. La propaggine che va verso N-O in direzione di Caltagirone, passando per Vizzini e Grammichele, fa da raccordo con il gruppo montuoso degli Erei, nella Sicilia centro-orientale.

CONFINI DELL’ALTOPIANO IBLEO.
L’altopiano Ibleo è delimitato a N dalla Piana di Catania, ad O dalla Piana di Vittoria e di Gela, ad E e a S scema gradatamente verso la costa ionica siracusana e la costa ragusana del canale di Sicilia.
Il fiume di Caltagirone, uno dei rami del Gornalunga, che affluisce al Simeto poco prima che questo sfoci nel Mar Ionio, segna il confine settentrionale della regione orografica iblea; così come il fiume Maroglio, affluente di sinistra del fiume Gela, ne segna il confine occidentale.

I RILIEVI MONTUOSI PIU' IMPORTANTI.
I rilievi più alti dei Monti Iblei sono concentrati nella parte settentrionale vicino al  Monte Lauro.
Qui prevalgono
espandimenti vlavici sottomarini iniziati nel Terziario (23 milioni di anni fa), ricordiamo fra quelli che superano gli 800 metri di altitudine: Monte Contessa 914 m, Monte Casale 910 m, Monte Arcibessi 906 m, Serra di Burgio 884 m, Monte Santa Venere 870 m, Monte Defisi 864 m, Monte Costerotte 848 m, Monte Erbesso 821 m.  
Morfologie di bassopiano con altitudini fra i 100 e i 200 m s.l.m. si hanno nel settore occidentale in corrispondenza della piana Comiso-Vittoria-Acate, interessata dalle incisioni del fiume Ippari e Dirillo; nel settore sud-orientale in corrispondenza del bassopiano Ispica-Rosolini-Pachino, interessato dalla depressione della Vallata del Tellaro e nel settore orientale lungo la costa fra Avola-Siracusa ed il Graben di Floridia percorso dall’Anapo.
Nelle zone costiere, nei pressi del mare, si trova una roccia sedimentaria più recente risalente al Pleistocene, una arenaria calcarea facilmente lavorabile, contenente resti fossili di organismi vegetali e animali.  

I PRINCIPALI FIUMI.
L'altopiano è stato inciso, nel tempo, da numerosi fiumi e torrenti che hanno scavato profonde forre e gole a volte con andamento meandriforme. I versanti del Monte Lauro e dei rilievi adiacenti accolgono gli impluvi di quattro fra i principali fiumi dell’altopiano ibleo: l’Anapo ed il San Leonardo che sfociano nel mar Ionio; l’Irminio , l'Ippari e l’Acate (o Dirillo) che sfociano nel Canale di Sicilia. Pochi gli altri fiumi di una certa importanza, citiamo: il Tellaro, che origina dal Monte Erbesso, il Cassibile, ed il Rio Cavadonna. Questi fiumi costituirono per gli uomini primitivi gli assi portanti della comunicazione tra la costa e l'interno. Partendo dalle rive di questi fiumi i primi abitanti costruirono sentieri e vie minori che, in maniera più o meno tortuosa, consentivano di attraversare le cave.

FORMAZIONE DELLE CAVE.
Una volta affiorati queste rocce calcaree furono sottoposte, per milioni di anni, all'azione erosiva combinata delle acque meteoriche, dei fiumi e dei venti che ne modellarono il profilo incidendo sull'altopiano lunghe, strette e profonde valli, chiamate "cave" (assimilabili per la loro morfologia ai "canyon" del Nord-America). Questa particolare conformazione geomorfologica rese, nell'antichità, la viabilità all'interno dell'altopiano molto complessa ed esercitò un forte condizionamento anche sulla dislocazione degli insediamenti umani e sulle loro vicende.  

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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