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ISPICA

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Ispica, da Ispicae Fundus, (chiamata Spaccafurnu fino al 1935) è una graziosa cittadina di circa 15.000 abitanti posta nel tratto finale di una “cava” rappresenta il confine orientale della provincia di Ragusa. Si trova a 170 m. sul livello del marea, a 7 km dalla costa e a 44 Km da Casuzze se si costeggia il mare. Il centro urbano, ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1693, è fra i più funzionali e moderni della provincia ed è caratterizzato da bei palazzi, da belle chiese e da vie larghe e diritte. La città presenta un'area d'impianto settecentesco, con una maglia stradale a scacchiera e un’area di impianto medievale con tracciati viari irregolari.

STORIA.
Nel territorio si succedettero diverse dominazioni: Siculi (le numerosissime grotte e caverne rappresentano la più gigantesca stazione troglodita), Sicani, Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi , Angioini, Aragonesi.  La cittadina di Ispica domina il mare da un'altura di 170 m ed è un'interessante stazione preistorica per i ritrovamenti archeologici. Il nome Ispica è antichissimo sembra derivi dai Fenici, facendolo essi derivare dal fiume Ispa che scorreva nella valle. Altri invece sostengono che deriva da specus (grotta, cava); mentre l’antico nome Spaccaforno potrebbe derivare dalla distorsione ed errata interpretazione del latino Ispicae-fundus. Nel Medioevo vi sorse un casale, ampliato e fortificato dai Normanni. La città fu poi posseduta da Berengario da Monterosso, Guglielmo d’Aragona, Chiaramonte (quindi fece parte della Contea di Modica), Cabrera, Caruso. Nel 1454 diventò proprietà della famiglia Statella che la ricostruì due volte: la prima volta dopo il terremoto del 1542 e una seconda volta dopo il terremoto del 1693. La famiglia Statella tenne la città fino al alla fine del feudalesimo, cioè fino al 1812.

CAVA D'ISPICA.
La Cava Ispica è la più importante delle "cave" (profonda valle scavata dall'erosione dell'acqua) nella Sicilia orientale. ll termine "cava" è legato alla particolare e suggestiva conformazione del tavolato lbleo, caratterizzato da moltissime gole profonde, talune con pareti a picco. Lunga 13 km si estende nel territorio dei comuni di Modica, di Ispica stessa e di Rosolini. Cava d'lspica é un luogo molto interessante per lo studio della evoluzione dei primi insediamenti umani: ne restano preziose testimonianze nelle abitazioni del periodo neolitico, greco, bizantino, cristiano e medievale. Molte sono anche le necropoli sicule e bizantine, e le catacombe cristiane. Le grotte presentano diverse tipologie e vanno dall’età litica pura, fino al periodo bizantino. Le diverse destinazioni d’uso delle grotte (ricovero, templio, dimora, cimitero) avvalorano culture diverse. La cava ospitò non solo gente comune, ma anche asceti, eremiti, beati, cristiani, rifugiati.

CHIESE, MONUMENTI E FESTE.

  • La Chiesa Madre, dedicata a S. Bartolomeo costruita nel 1750. Dotata di doppia scalinata e di tre portici, ha una facciata sontuosamente barocca.

  • La Chiesa dell'Annunziata, del XVIII secolo, ricca di bianche ceramiche. All’interno, fra gli splendidi stucchi del Gianforma, si conserva il gruppo statuario del Cristo Risorto, scampato alla distruzione della precedente chiesa che lo custodiva e la splendida pala dell’Annunciazione del Cardellino.

  • La chiesa di S. Maria Maggiore, il cui sagrato è circoscritto da una singolare cancellata in ferro battuto. Costruita subito dopo il terremoto del 1693 ha un effetto scenografico di rara bellezza. Il prospetto a due ordini con la piazza semiellittica antistante, circondata da una serie di portici intercomunicanti, rendono l’ambiente suggestivo. L’interno a tre navate, con affreschi di Olivio Sozzi, custodisce il simulacro del SS Cristo flagellato alla colonna, il cui capo risale probabilmente alle origini del cristianesimo. Vi si conserva una reliquia della Croce avuta nel 1696 dalla famiglia Statella.

  • La chiesa della Madonna del Carmine, originaria del 1558, con rifacimenti successivi a partire dal 1693, in un barocco dalle linee semplici e solenni. Vi si conserva una statua lignea settecentesca, che troneggia sull’altare maggiore. Sulla facciata, insieme alla data 1632, spicca lo stemma di Ispica.

  • Altre chiese da ricordare sono: la chiesa di S. Maria della Cava, chiesa di S. Maria del Gesù; chiesa di S. Antonio Abate (dove una volta venivano abbandonati i neonati indesiderati), chiesa della Madonna delle Grazie, chiesa di San Giuseppe.

  • Il Palazzo Bruno di Belmonte sito vicino alla piazza centrale, un gioiello in stile liberty, sede del Municipio, ed opera del famoso architetto Bruno.

  • Il Monumento ai Caduti .

La patrona della città è la Beata Vergine Maria del Monte del Carmelo la cui festa si svolge il 16 luglio con celebrazioni religiose, processione esterna e l’imposizione dello “scapolare” (o abitino), quale contrassegno di fratellanza e privilegio. San Giuseppe si festeggia il 19 marzo, con processione esterna.
La festa della Madonna Assunta viene celebrata il 15 agosto, quella della SS. Vergine della Medaglia la quarta domenica di ottobre. La festa di Santa Lucia si festeggia il 13 dicembre con gran falò e ricchi fuochi d’artificio, offerti questi da pastori e pecorai.
A Pasqua le due fazioni della città (divise da motivazioni campanilistiche, gelosie del clero, contrapposizioni di classi sociali) festeggiano separatamente la festa: il giovedi santo cominciano i
Cavari, il venerdi santo invece è la volta dei Nunziatari.

ECONOMIA.
L'economia di lspica si basa soprattutto sull'agricoltura, con un territorio molto produttivo. Ultimamente si è sviluppata la coltivazione di primizie, come il pomodoro ed ortaggi in genere e fiori. La produzione della carota ha assunto uno sviluppo particolare, e attorno ad essa si sono sviluppate delle industrie alimentari e conserviere collaterali. La carota novella rappresenta il prodotto di punta dell’agricoltura ispicese. Altre industrie sono quelle connesse con la trasformazione dei prodotti agricoli, in modo particolare quelle connesse con la conservazione del pomodoro. Ispica è uno dei più grandi centri di commercializzazione di carrube. Interessante l’industria del turismo che offre oltre dieci chilometri di spiaggia libera.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
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