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ISABELLA DI CASTIGLIA SPOSA FERDINANDO II IL CATTOLICO E II RE DI SICILIA 1469

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Alla morte di Giovanni II, avvenuta il 19 gennaio del 1479,  Ferdinando II, figlio di secondo letto, divenne il successore di tutti i possedimenti del padre e acquisì i titoli di: Re di Spagna (1512-1516), d'Aragona e II di Sicilia (dal 1479), III re di Napoli (dal 1503). Nel XV secolo la Spagna non era ancora riunita in un singolo Stato ma era una federazione di Reami, ognuno con una propria amministrazione. La penisola iberica in quel periodo era divisa in cinque regni: il Portogallo, la Navarra nella regione pirenaica, il Regno di Granada a sud, la Castiglia & Leon nella meseta centrale e l'Aragona affacciata al Mediterraneo. I regni più potenti erano questi ultimi due ed è dalla loro unione che alla fine del XV secolo sorgerà la monarchia spagnola.

Tutti questi regni erano cristiani tranne Granada che costituiva l’ultimo baluardo dei possedimenti musulmani. Costoro a partire dal 711 avevano invaso con la dinastia degli Omayyde il continente europeo e agli inizi dell’XI sec. erano riusciti a coprire quasi l’intero territorio della penisola iberica. Dopo alterne vicende, Arabi e Berberi furono confinati nel sud della Spagna e Granada mantenne la propria autonomia dai Regni cristiani fino al 1492. Le città principali, come Siviglia, Valladolid (capitale della Castiglia) e Barcellona, capitale d'Aragona, includevano grandi comunità ebraiche nei propri ghetti, chiamati Juderías.

MATRIMONIO CON ISABELLA DI CASTIGLIA.
L’evento determinante fu il matrimonio nel 1469 tra la regina Isabella I di Castiglia ed il re Ferdinando II d’Aragona (a sinistra il ritratto matrimoniale). Governarono i due regni senza fonderli ma spianando la strada all’unificazione che si sarebbe compiuta alla loro morte. Il loro progetto unificatore riguardava anche i regni di Navarra e soprattutto di Granada, tanto che diedero alla loro causa un’aurea da crociata contro gli infedeli. Dopo la guerra civile (Pace di Alcoçobes) nel 1479, lasciato alla moglie l'incarico di liquidare le ultime ribellioni della nobiltà castigliana, Ferdinando II preparò e condusse a termine (1481 - 1492) la guerra contro il regno moro di Granada.

LA SICILIA RELEGATA AD UN RUOLO MARGINALE.
Se la Spagna stava diventando un’unica nazione, la Sicilia invece stava inevitabilmente assumendo sempre più un’importanza marginale e irrilevante nello scacchiere del Mediterraneo. Lo stretto di Messina diventò ancora una volta una barriera per l’isola, che, per volere dei re spagnoli, era considerata un semplice possedimento. Gli interessi dei siciliani contavano sempre meno, mentre le imposte locali continuavano ad aumentare. La guerra contro Granada e contro i turchi furono per i siciliani un grave salasso e l’oro africano che arrivava, come pagamento del grano siciliano, fu usato per pagare le provvigioni militari. Ferdinando decise inoltre di sottrarre al cugino l’Italia meridionale e la Sicilia dovette perciò contribuire ancora ad un’altra invasione di Napoli.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2019
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