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INTERNO DEL CASTELLO

C.DONNAFUGATA >

Con l'avvicendarsi degli eredi e le più recenti vicende di degrado, furti e restauri il castello ha mutato nel tempo il suo aspetto. Ma, se per le fasi costruttive si è cercato attraverso varie fonti di delinearne quanto meno le tracce principali di sviluppo, per gli interni grazie a documenti si è potuto risalire con certezza alla configurazione ultima del castello negli anni novanta dell'Ottocento, prima quindi che Ignazia, sorella di Corrado, duchessa di Albafiorita, la nipote Clementina e soprattutto il marito di quest'ultima il francese Lestrade, cui sono stati attribuiti diversi interventi nell'edificio e nel parco, intervenissero con ulteriori trasformazioni.

Dopo l'attraversamento di due caratteristici cortili interni, attraverso un'ampia scalinata in pietra pece, lungo la quale si ammirano tre statue, si giunge ad un pianerottolo che dà nel Salone degli Stemmi. Viene così chiamato perchè tutte e quattro le pareti sono ricoperte con 734 piastrelle contenenti altrettanti disegni raffiguranti stemmi nobiliari delle famiglie del Regno delle Due Sicilie. Lo stemma del barone di Donnafugata, raffigurato da quattro ricci inquartati, si osserva in un riquadro soprastante la porta che dà nella Sala degli Specchi. Proseguendo si possono osservare altre stanze magnificamente ornate e arredate, quali: la Sala delle Donne, Sala per Fumatori, Sala della Musica, la Sala del Biliardo e molte altre stanze e stanzette, tra le quali quella dove, secondo la leggenda, venne rinchiusa la regina Bianca di Navarra. Infine si giunge nella terrazza sottostante il loggione, da dove si può andare al parco.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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