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GUGLIELMO II IL BUONO (1172-1189)

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La morte di Guglielmo, avvenuta il 7 maggio 1166, fu tenuta nascosta fino al giorno delle esequie per predisporre la successione e preparare l’incoronazione di Guglielmo II. Durante il quinquennio di reggenza, Margherita dovette giostrarsi tra accuse, calunnie e complotti, per evitare che il Consiglio di reggenza la esautorasse e i grandi feudatari si rendessero autonomi, approfittando della minorità di Guglielmo II. La nobiltà accusò Margherita di avere attribuito al gaito Pietro una posizione preminente nell’ambito della Curia regia e quando questi fuggì a Tunisi, Margherita lo scagionò dall’accusa di avere portato via una parte del tesoro regio. Di contro, non gradiva Riccardo Palmer per la sprezzante arroganza con cui aveva sempre respinto le sue richieste durante il regno del marito, ma dovette fare buon viso a cattivo gioco, mantenendolo nel Consiglio. I rapporti con il protonotaro Matteo d’Aiello furono più pacati e nel febbraio 1169 Margherita lo autorizzò a trasformare la propria casa, nel monastero femminile di S. Maria del Cancelliere o dei Latini. Il 16 febbraio del 1169 la Sicilia orientale veniva colpita da un tremendo terremoto.

Divenuto maggiorenne, Guglielmo venne incoronato re nel dicembre 1171. Esercitò il governo affidandosi al ristretto gruppo dei familiares tra i quali un ruolo importante ebbe l'arcivescovo Gualtiero. Di Guglielmo II, rispetto al padre, i cronisti dell'epoca sottolinearono spesso, oltre alla bellezza, la correttezza nell'esercizio delle funzioni ed il rispetto per le leggi ed il popolo, l'istruzione e la mitezza d'indole tutte qualità che valsero al normanno l'appellativo di Buono. Il re inoltre, riuscì a godere di un periodo di relativa stabilità e riappacificazione nelle relazioni fra le diverse fazioni.

Preso possesso dei pieni poteri si adoperò per rimediare agli errori del padre e in buona parte vi riuscì, tant'è che il regno ritornò a splendere. Nominò Vicecancelliere Matteo d’Ajello, ebbe un grande rispetto di tutti i gruppi etnici presenti in città, riaffidò ai musulmani le vecchie cariche sottratte e diede la giusta importanza ai feudatari ai quali affidò moltissime cariche a corte e nell’esercito; fece edificare un nuovo duomo a Monreale, dove trasportò la tomba del padre e si permise il lusso di costruire la Cuba, un castello di caccia. A Palermo il 13 febbraio 1177 Guglielmo sposò Giovanna Plantageneto (1165-1199), sorella di Riccardo Cuor di Leone, dalla loro unione non nacque alcuna discendenza, anche a causa della morte prematura di Guglielmo (18 novembre 1189, aveva solo 36 anni). Questo pesò molto sul futuro dei Normanni in Sicilia.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
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