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FRA LEGGENDA E STORIA

C.DONNAFUGATA >

Nel 1093, quando i Normanni espugnarono gli Arabi da Ragusa (Ibla), elevarono questa città a contea e divisero il suo territorio in feudi. Così, la località dove sorgeva il castello fu chiamata "Feudo di Donnafugata". Da Goffredo il Normanno in poi, i vari conti di Ragusa  assegnarono tale feudo ai loro seguaci più valorosi, nominandoli baroni di Donnafugata. Verso l'anno 1.300, per volontà del conte di Ragusa, Manfredi Chiaramonte, in questo feudo fu costruito un modesto castello. Mel 1410, morto il re di Sicilia Martino I, sua moglie, Bianca di Navarra, fu nominata reggente e regina di Sicilia.  
Tutto questo per dire che sul castello di Donnafugata si raccontano due storie d'amore dalle quali avrebbe preso il nome del castello. La prima storia, riguardante Bianca di Navarra, è fantasiosa, la seconda invece è vera.
Prima storia: Nel 1412 il conte di ragusa Bernardo Cabrera, sebbene vicino alla vecchiaia, chiese alla giovane e bella regina di sposarla. Se "l'affare" andava in porto, Bernardo (chiamalo fesso) si ritrovava ad avere una giovane moglie ed il titolo di re di Sicilia. Bianca si rifiutò e per questo bernardo la fece rapire e la rinchiuse nel castello di Donnafugata. La regina, con l'aiuto di alcuni servi fedeli, riuscì a scappare e a raggiungere Palermo dopo un tortuoso viaggio.

Qui ordinò l'arresto del conte Cabrera, facendolo condurre dinanzi al re di Spagna per farlo condannare. Ma il re lo graziò. Questa storia è pura fantasia èerchè all'epoca il castello di Donnafugata non esisteva ancora.  
Seconda storia: questa storia d'amore avvenuta veramente è fiorita alla fine dell'ottocento, quando la nipote del barone, Clementina Paternò Arezzo, s'innamorò di un ospite del nonno, il francese visconte Gaetano Combes Lestrade, ( storico ed economista che a Donnafugata scrisse di politica e diritto internazione e sociologia) con il quale "si ni fuìu" (se ne fuggì). Ma il barone, appena venuto a conoscenza della "fuitina", ordinò al suo uomo di fiducia don Mario "u crapu" di raggiungerli e riportarli al castello.

Poichè i fuggitivi si erano imbarcati a Punta Secca, don Mario, visto un bastimento carico di botti pieni di vino, lo fece scaricare in mare e lo adoperò per l'iseguimento.
Raggiunti i fuggitivi, in nome del barone ordinò loro di ritornare al castello, dove, si svolsero le nozze riparatrici. I coniugi poi si trasferirono a parigi dovee ebbero una figlia, Clara, che sposò il conte Testasecca. Un loro figlio, Gaetano, divenuto proprietario del castello, nel 1982 lo ha venduto al comune di Ragusa per la somma di un miliardo.       

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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