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FORMAZIONE DELL'ALTOPIANO IBLEO

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L'altopiano ibleo è il rilievo montuoso, composto di calcare e argilla, localizzato nella parte sud-orientale della Sicilia. La sua formazione cominciò 10.000.000 di anni fa nell'era Cenozoica, durante il Tortoniano e si formò quasi definitivamente fra i 7 ed i 6 milioni di anni fa. Ciò che fece emergere questo altopiano dalle acque, furono le potenti spinte tettoniche che fecero emergere dai fondali un antico bacino marino, prevalentemente costituito da sedimenti di natura organica.

Successivamente, durante il Pliocene (5 milioni di anni fa circa), a causa di una fase di ingressione marina la fascia centrale dell’altopiano ibleo fu sommersa e si formarono alcune isole, fra cui quella di Augusta (5 milioni di anni fa) ed un mare in cui si depositarono altri sedimenti, per lo più calcarei e sabbiosi. Durante il Pleistocene (circa 1,7 milioni di anni fa) questi sedimenti, appartenenti alla Placca Africana, subendo lo scontro con la placca Euroasiatica, emersero e formarono l’area occidentale dell’avamposto ibleo compresa fra Grammichele, Chiaramonte Gulfi, Comiso e Vittoria.
In occasione della glaciazione di Wurm, circa 110.000 anni fa, l'altopiano era affiorante e completo. Ma causa dell'abbassamento del livello del mare, nella fase finale della glaciazione di Wurm (15.000 anni fa), l'area iblea lungo la costa meridionale si unì all'arcipelago maltese, al punto tale che la distanza dall'Africa si ridusse a uno stretto lembo di mare non difficile da attraversare.
L’altopiano è delimitato a Nord dalla Piana di Catania, ad Ovest dalla Piana di Gela; mentre ad Est e a Sud degrada rispettivamente verso la costa ionica siracusana e quella ragusana del Mar di Sicilia.

CARATTERISTICE DEL NOSTRO ALTOPIANO.
Il nostro altopiano è in gran parte costituito dal versante meridionale dei monti Iblei,  le cui catene sono distribuite a forma di ventaglio, con perno a Giarratana. I monti Iblei non hanno creste o cime, sono colline dolci dove il monte più alto, Monte Lauro raggiunge i 986 s.m. ed è solo parzialmente nel territorio della provincia di Ragusa. Da questo monte si dipartono a raggiera numerose propaggini che degradano dolcemente in ogni direzione. Il monte più alto della provincia è l’Arcibessi (m 903 s.m.).  La fascia di nord-est dell’altopiano fa da raccordo tra l’altipiano ibleo calcareo e la costa; la  fascia a sud-ovest di collina, è caratterizzata da basse colline che degradano dolcemente verso la pianura fino al mare.

FORMAZIONE DELLE CAVE.
Durante le emersioni si formarono numerose fratture nelle quali si incanalò l'acqua sorgiva e piovana. L'azione erosiva combinata delle acque meteoriche, dei fiumi e dei venti, per milioni di anni, modellarono queste fratture creando delle lunghe, strette e profonde valli, chiamate "
cave" (assimilabili per la loro morfologia ai "canyon" del Nord-America). Queste cave presentano versanti con pendenze medio-alte, spesso interessati da scarpate quasi verticali, gradini e spianate disposte a quote differenti.

I PRIMI ABITATORI.
Il Paleolitico superiore è la terza ed ultima parte del Paleolitico e si estende, approssimativamente, fra i 36.000 anni fa ed gli 11.000 anni fa, facendolo terminare prima dell'avvento dell'agricoltura. In questo ambiente e in questo periodo si spostarono i primi gruppi di Homo Sapiens nella nostra zona, che utilizzarono proprio le cave per i loro ripari. Qui infatti era facile trovare ripari naturalmente fortificati, terre fertili e ricche d'acqua. Nelle cave costruirono innumerevoli grotte e vaste necropoli per i defunti e proprio in questi luoghi sono stati ritrovati manufatti e monili di questi primi abitatori, giunti in Sicilia nelle epoche delle grandi emigrazioni ed invasioni. Erano gruppi che nel loro continuo peregrinare cercavano animali da cacciare, frutti e bacche selvatiche da raccogliere. Caccia e pesca garantivano quindi i mezzi di sussistenza in una terra ricca di boschi, acqua, e in un mare invitante per la sua pescosità. Preferendo le terre dove c'era abbondanza di acque e poteva ritenersi più certa la produzione, i primi abitatori divennero via via stanziali, dando inizio ad attività di vario tipo destinate a svilupparsi nel tempo.

IL CLIMA.
Il clima era molto piovoso, grandi quantità di acqua si riversavano dal cielo sull'altopiano ragusano per poi scorrere con forza verso il mare erodendo con la propria forza le rocce ed il terreno. Animali e uomini provenienti dall'Africa si trovarono, perciò, come intrappolati nella nostra isola e qui vissero in un ambiente di tipo africano, cioè con foreste e savane. Alla Fine del Pleistocene, con l'estinzione dei grandi pachidermi, rimase una fauna molto simile a quella attuale.

ABBONDANZA D'ACQUA.
Il nostro territorio era solcato da corsi d'acqua che, alimentati qua e là da ricche sorgenti, scorrevano per alcuni chilometri prima di versarsi a mare. Ricordiamo: sorgenti (Paradiso,Donne), acquitrini (Lacus Cocanicus), fiumare, torrenti (Rifriscoscolaro, Biddemi) e fiumi (
Irminio, Ippari, Dirillo, Tellaro). Molte di queste risorse d'acqua sono oramai scomparse. Il fiume Irminio era ricchissimo di acqua e con la sua forza aveva scavato profonde gole che possiamo ancora vedere appena dal litorale andando di poco all'interno. La sua foce sicuramente terminava a mare separandosi in vari rami di cui fino alle porte di Marina. Esistevano anche numerose paludi costiere che vennero prosciugate o scomparvero a seguito dell'intervento dell'uomo. Tra il promontorio di Kamarina e Scoglitti, ad esempio, si estendeva la Palude di Kamarina, formata dalle dune di sabbia accumulate dal vento alla foce dell'Ippari, prosciugata probabilmente dai coloni greci nel III secolo a.C.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
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