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FONTANE E VASCHE

RAGUSA IBLA > > FOTO VARIE

In tempi non lontanissimi a Ragusa l’acqua e le fognature si trovavano solo nelle strade principali; in quelle secondarie invece questi servizi non esistevano. Ad ogni incrocio delle principali strade c’erano delle fontanelle che erogavano l’acqua ad orari ben precisi.  Era pertanto facile assistere alle code e a qualche litigio fra le persone (donne anziane, ragazzi, ragazze) che accorrevano con le loro “quartare” di zinco per approvvigionarsi dell’indispensabile bene. Era esclusivo compito delle donne quello di andare a lavare i panni nella valle San Leonardo “o sciumi”. Le donne facevano un grosso fardello “truscia” lo caricavano sulla testa e scendevano a piedi verso il fiume. Spesso gli spazi e i luoghi dove si prelevava l’acqua o si lavavano i panni diventavano luoghi di ritrovo, d’incontro e di conversazione. Si parlava "ciacciariava" di ciò che succedeva nei quartieri e non mancavano i pettegolezzi e le “notizie piccanti”. C’erano anche degli abbeveratoi per  gli animali. Negli anni 20 per far posto a piazze, strade, case, monumenti furono distrutte molte fontanelle, lavatoi ed abbeveratoi, un vero peccato perché erano un esempio di architettura settecentesca e ottocentesca, tipica del nostro territorio, non solo per l’uso dei materiali ma anche per i motivi estetici ed ornamentali che rappresentavano. Per ovviare a ciò l'Amministrazione comunale di Ragusa ha predisposto un piano di interventi per ripristinare e rivalorizzare questi antichi manufatti.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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