BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

IL NAUFRAGIO DI FEMMINA MORTA

MUSEO KAMARINA > PADIGLIONE SUBACQUEO

Il relitto rinvenuto in località "Femmina morta" è relativo ad un mercantile che agli inizi del IV° secolo d. C. trasportava un carico di anfore provenienti dal nord Africa contenenti olio e garum. Solo una piccola percentuale del carico era rappresentato da anfore di fabbricazione Baetica (spagnola) e Lusitana (portoghese) (Dressel 23 e Almagro 51) e ceramica da mensa.

Del relitto di Femmina Morta, probabilmente costruito in uno scalo del nord-Africa, sono stati ritrovati solo pochi resti del fasciame e dei chiodi di bronzo. I laterizi e i tubuli fittili recuperati facevano parte sicuramente della piccola cabina a prua. Questo spazio di ricovero a bordo, non più largo di 2 metri, era coperto da una volta sottile costituita da laterizi cavi, dei tubuli che si incastravano fra loro, e rifinita con una camicia esterna ad intonaco cementizio. Le tegole, di tipo africano, ritrovate nel relitto erano utilizzate forse per la copertura del castello di poppa.

LO STIVAGGIO DEL CARICO.
Il carico era stato stivato con un certo ordine: prima erano state sistemate nella stiva le anfore Almagro 51, le Dressel 23 e le Africane II b e II C. per ultimo erano state caricate le anfore del tipo Africano II D, collocate quindi nella parte più alta del carico. Queste ultime infatti furono le prime a disperdersi durante il naufragio.

LE CERAMICHE DA MENSA.
Nella nave c’erano anche ceramiche da mensa (scodelle, piatti e vassoi) denominata “sigillata africana (tipo D)”, del IV° secolo, prodotta nella Zeugitana: coppa Hayes 42; piatti Hayes 61, 67 e 58a; vassoi Hayes 58 e 58 b; coppette Hayes 9b; coppe Hayes 51d; coppe Hayes 44. Questo lotto di ceramiche era, molto probabilmente, destinato alla vendita. Queste ceramiche sono quasi tutte a forme aperte e dovevano raggiungere notevoli dimensioni, forse perché erano cambiate le abitudini alimentari.

LE ROTTE COMMERCIALI.

Il carico misto dell’imbarcazione della località Femmina Morta, in prevalenza costituito da prodotti africani, fa pensare che lo spedizioniere doveva essere un nord-africano, che nel 375 d.C. circa avrebbe imbarcato 1.500-2.000 litri di olio dal Sahel tunisino (la parte sud della Tunisia) in anfore prodotte nella zona di Leptiminus e circa 500 Kg di salsa di pesce da Nabeul e Salakta.

Poiché nella parte più profonda dello scafo è stato stivato olio e salsa di pesce provenienti dalla penisola iberica, ciò fa pensare che l’imbarco di questi prodotti dovette avvenire prima di partire dal porto principale, forse Cartagine.
Probabilmente il carico, per il tipo di composizione, era una commissione privata destinata ad una ricca città dell’Oriente. Infatti la località sulla costa meridionale della Sicilia, dove ha fatto naufragio l’imbarcazione, è lontana dalla rotta Cartagine-Ostia, che utilizzava piuttosto la traiettoria del banco di Graham. I resti dei naufragi avvenuti nella località Femmina Morta e di altri simili a Marzamemi e a Klenti (Malta) confermano infatti l’esistenza di una rotta verso est, cioè verso i mercati di Costantinopoli.  

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu