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CHIESA DELLA MADDALENA

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La chiesa di Santa Maria Maddalena, ubicata lungo il Corso 25 aprile in adiacenza del palazzo Monisteri, è testimoniata sin dalla visita di Monsignor Platamone del 1542; dallo stesso si apprende che era già esistente presso di essa la Confraternita della Maddalena di cui ancor oggi si conserva lo stendardo in seta con ricami di antica fattura. Poco si sa del periodo intercorso fra quella data e quella del terremoto ibleo se non che alla chiesa era aggregato lo “spitale nuovo”, quello dei poveri. Era composto da poche stanze ed da un'infermeria, costruite e mantenute dalla popolazione, ma per quei tempi uno “spitale” era una grande conquista. Col terremoto del 1693 l'ospedale cadde: oggi di esso rimane un corridoio a lato della chiesa della Maddalena e una stanza trasformata in cappella a lato dell'altare maggiore. La chiesa non essendo stata danneggiata dal 1696 ospitò la parrocchia di San Tommaso.  

Il prospetto della chiesa è molto semplice e non presenta nulla di particolare se non un piccolo campanile con tre campane. L' interno è ad una navata con cinque altari separati da paraste con capitelli corinzi; solo quello maggiore è in calcare dipinto, gli altri sono di legno. Negli altari di destra si posono ammirare due quadri dell'800, raffiguranti le Anime del Purgatorio e San Tommaso. Nella Cappella centrale un pregevole quadro dell'Abate ragusano Franzo Nicastro, raffigurante Santa Maria Maddalena. Sul lato sinistro, rientrata rispetto alle pareti, c'è una cappella realizzata d fra il 1725 e il 1737 che apparteneva alla famiglia Nicastro (che aveva la residenza accanto la chiesa). La cappella custodisce un quadro dell'Immacolata affiancato da due statue: Santa Lucia e Sant'Agata; ed accoglie, in parte nascosto da un confessionale, il sepolcro con lapide di Carmelo Sortino Trono; sull'arco interno lo stemma della famiglia (una torre con sopra tre stelle) testimonia lo jus patronatus sulla cappella. Pregevole un paravento in legno del '600, posto davanti all'ingresso, con un dipinto raffigurante il sacrificio di Abramo. Dopo l' organo , realizzato, nel 1903, da Gaudenzio Giummarra allievo di Serassi, il lato sinistra della chiesa oggi si conclude con l'altare dal seicentesco Crocifisso disposto fra due tele che rappresentano l'Addolorata e San Giovanni Evangelista. Interessante è il paesaggio di sfondo, simile a quello che si osserva nella chiesa dello Spasimo. Si segnala, infine, vicino all'uscita una statua della Maddalena.  

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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