BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

CHIESA DI SAN TOMMASO

RAGUSA IBLA > > ALTRE CHIESE

Il monastero di Santa Maria in Valverde, oggi chiesa di San Tommaso, ha origini molto antiche. La sua fondazione risale probabilmente al XII secolo, cioè al periodo normanno. La chiesa faceva parte di un enorme complesso architettonico, che somigliava a una vecchia dimora feudale, ed era conosciuta anche come Madonna del Carmine perché sede dell'ex monastero carmelitano femminile. Il convento, molto grande e prestigioso, era ricco di fondi e lasciti, visto che molte delle suore erano di nobili natali. L’antica chiesa era molto più piccola di quella attuale ed occupava l'attuale parte posteriore dell'altare maggiore con l'ingresso posto su Corso XXV Aprile. Il terremoto del 1693 la distrusse quasi totalmente e danneggiò seriamente il convento che però fu prontamente riparato con la creazione di contro bastioni. I lavori continuarono per tutto il settecento e furono completati nel 1828, anno in cui sembra che siano state realizzate le decorazioni che ancora oggi vediamo. Con l'avvento del regno, chiesa e convento passarono al demanio e le monache ricevettero l'ordine di allontanamento ad altro sito. Solo nel 1898 e dopo lavori di adeguamento, la chiesa potè riaprire con la denominazione di parrocchia di San Tommaso. Il convento, durante il fascismo, venne acquistato da Gianbattista Marini che lo fece abbattere e ricostruire integralmente con criteri moderni nel 1928. Dal 1953 la parrocchia è stata assegnata ai frati Minori Conventuali. Il monumento è stato oggetto negli anni '90 di alcuni lavori di manutenzione.

L’ESTERNO.
La chiesa attuale, ricostruita a pianta ovale, è leggermente spostata rispetto a quella originaria e ha inglobato parte delle costruzioni relative al preesistente fabbricato. L'edificio si compone di due corpi di fabbrica: il primo è costituito dall'attuale chiesa di San Tommaso il cui asse longitudinale è parallelo a Corso XXV Aprile; il secondo, che contiene l'ingresso, prospetta su via San Domenico e comprende gli uffici parrocchiali e gli alloggi dei frati. A sinistra un campanile con tre archi di cui il centrale sormontato da una testina d'angelo. Il cornicione in cima al campanile viene attribuito alla scuola del Gagliardi. Il portale d'ingresso, proveniente dall'antica chiesa, è cinquecentesco così come il fonte battesimale in pietra pece datato 1545.

LA CHIESA.
La chiesa è composta da un unico ambiente strutturato in tre parti.
La prima parte (vestibolo), a pianta rettangolare, è chiusa nei suoi lati minori da due absidi di cui una contenente una fonte battesimale e l'altra aperta su dei gradini che collegano la chiesa con gli uffici parrocchiali e gli alloggi. I lati minori confinano uno con via San Domenico, e comprende l'attuale ingresso principale della chiesa costituito da un semplice portale sormontato da una trabeazione dorica, l'altro è confinante con la scuola materna G.B. Marini.
La seconda parte (la navata), presenta una planimetria a forma poligonale inscrivibile in un'ellisse. L'intera navata è coperta da una grande volta a padiglione in canne e gesso.
La terza parte (presbiterio), è caratterizzata da una quota di pavimento più alta rispetto a quello della navata. Contiene l'altare maggiore ed è strutturata in due parti: il transetto, coperto da una volta a botte, e l'abside coperta da una volta a cupola con lesene.
Dietro l'altare maggiore si trova un ampio locale parrocchiale che da un lato si affaccia su Corso XXV Aprile e dall'altro su di un cortile interno da cui, tramite una scala esterna in muratura, si accede ad un corridoio che si estende lungo l'asse longitudinale della chiesa e conduce al coro soprastante al vestibolo, quest’ultimo, coperto da una volta a botte, è dotato di un'ampia finestra che completa, con il portale sottostante, la facciata d'ingresso principale. Dal coro, attraverso una botola in legno ubicata in prossimità del campanile, si accede alla cella campanaria ed al sottotetto.

L’INTERNO.

All'interno si possono ammirare la fonte battesimale in pietra asfaltica del 1545 e più avanti due quadri raffiguranti la Natività e il Rapimento in cielo del profeta Elia. Entrando, sulla destra, c'è quadro di Santa Maria Maddalena dei Pazzi e un settecentesco quadro della Pietà. Sulle pareti di entrambi i lati si notano balconcini e finestrelle con grate monacali. Sull'altare centrale un quadro rappresentante la "Madonna del Carmelo", attribuita a Vito d'Anna,  seduta su un trono di nuvole mentre consegna l'abito carmelitano a San Simone Stock. In tempi antichi le suore carmelitane venivano seppellite nei sotterranei della chiesa, a testimonianza di ciò, sul pavimento vicino all'uscita, si nota una scritta in latino che, tradotta, recita : "le prudenti vergini del Carmelo, abbandonando qui le mortali spoglie, volavano allo Sposo Padre Celeste".

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu