BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

CHIESA DI SAN ROCCO

RAGUSA IBLA > > ALTRE CHIESE

È una delle Chiese minori di Ibla. La chiesa, costruita proprio all'inizio dell'abitato di Ragusa Ibla, venne edificata nella seconda metà del secolo XVI e  si affaccia sul torrente San Leonardo, dal lato del quartiere Perrera, lungo una delle strade che dal borgo portava ai mulini. Qui sono le grandi grotte da cui venne estratta la pietra con cui si costruì l'antica Ragusa; l'attività di estrazione si protrasse per secoli, anche dopo il terremoto del 1693, e permise agli abitanti di questo quartiere di sopravvivere, anche se la povertà era la condizione comune e ben pochi erano coloro i quali conducevano un'esistenza priva di stenti.
La zona in cui sorge, oggi pressoché disabitata, era uno dei centri nodali del commercio della città. Per secoli è stata la strada di congiunzione tra l'agricoltura delle fiumare e quella dell'altopiano. Tra il 1575 e il 1578 una gravissima epidemia di peste si abbattè su tutta la Sicilia ed anche Ragusa ne fu colpita dal 25 novembre 1576 fino al 25 dicembre 1577 facendovi 5.470 morti su una popolazione di 12.000 persone. Per 13 mesi, ci fu una media di quasi 420 persone morte ognimese. Con molta probabilità, la principale fonte di contagio era data dai viaggiatori che portavano la malattia da una città all'altra. I ragusani superstiti, allora, come segno di espiazione innalzarono intorno al 1578 la chiesa al Santo,( protettore dalle malattie infettive) che dalla peste guarì miracolosamente. A partire dal 1590 la chiesa fu ricovero temporaneo dei Minori Riformati che erano impegnati nella costruzione del convento di Santa Maria del Gesù. Questi dicevano qui Messa e alloggiavano in una serie di casette limitrofe utilizzate come ricovero dei sacerdoti anziani. Quando i Frati Minori Riformati, intorno al 1620, si trasferirono nel loro nuovo convento di Santa Maria di Gesù, la chiesa passò sotto la  Parrocchia di San Giovanni Battista e ad essa rimase legata sino al 1729, anno in cui passò alla Parrocchia di San Giorgio a seguito dell'atto di concordia stipulato in quell'anno tra le due chiese. Il terremoto del 1693 provocò danni solo nel lato di tramontana che fu puntellato con contro bastioni tuttora esistenti. La chiesa infatti  risultava aperta nella visita pastorale compiuta a Ragusa nel 1696 dal vescovo di Siracusa Asdrubale Termini, e vi si continuò ad esercitarvi il culto a servizio del quartiere e dei viandanti che percorrevano la strada dei mulini. Nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale il quartiere fu intensamente abitato sino a raggiungere circa 600 abitanti e la Parrocchia del Purgatorio 1.600 abitanti. Dopo la guerra, a partire dagli anni '50, l'inesorabile declino: la fine della pirrera e dei mulini ad acqua portò gli abitanti ad emigrare altrove. La chiesa conserva ancora oggi l'originaria struttura tardo rinascimentale e rimase officiata dal clero di San Giorgio sino al 1948, anno dell'erezione a Parrocchia della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, alla quale oggi appartiene. Nell'agosto del 1958, durante un violento temporale, un fulmine si abbatté sul tetto facendolo crollare all'interno dell'edificio che fu abbandonato. La chiesa, sconsacrata,  è stata recentemente oggetto di restauri, terminati nel 2009. In seguito a questi restauri la chiesa è stata restituita alla città come auditorium pubblico.

L'ESTERNO.
L'edificio ha una facciata a capanna, semplicissima, di gusto rinascimentale . La facciata della chiesa è molto semplice, ed è principalmente caratterizzata da un timpano triangolare posto sopra il portone e da una piccola loggia nella parte alta. Sul timpano che sormonta il portone è riportato il monogramma IHS (Iesus Hominis Salvator), stemma dei Frati Minori Riformati. La loggia, invece, è caratterizzata da quattro pilastri ed è anch'essa sormontata da un timpano triangolare che racchiude una piccola statua di San Rocco.

L'INTERNO.
L'interno è a navata unica con cinque altari di pietra, due per ogni lato, e, sul fondo della parete absidale, l'altare maggiore. All'interno è possibile ammirare l'affresco di sant'Ippolito, la grande pala di San Rocco, articolata su tre registri: nel più basso era l'altare, spostato nella sacrestia; nell'intermedio vi è la nicchia con la statua seicentesca di San Rocco, restaurata e riportata al suo posto, ai lati gli arcangeli Michele, che sprofonda il diavolo nell'inferno (la prima immagine di quest'Arcangelo nella nostra città), e l'Arcangelo Raffaele con il piccolo Tobia; nel superiore la Risurrezione con ai lati Santa Marta e Santa Maria Maddalena. In fondo alla chiesa è custodita la tozza statua di pietra di San Rocco, comunemente scambiata con “Santu Liu”. Tutta la chiesa era coloratissima e ricca di affreschi, quasi tutti perduti. Per fortuna sono stati salvati una Santa Trinità con il Cristo Crocifisso, una figura di vescovo, che potrebbe essere San Biagio, e un ovale con la Madonna.

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
giampigiacomo@libero.it
http://picasion.com/i/1U5qo/
Torna ai contenuti | Torna al menu