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CAMILLO CAMILLIANI DESCRIVE LA COSTA IBLEA (LUGLIO 1583)

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Le notizie più antiche riguardanti il litorale ibleo risalgono allo o storico arabo Idrisi che nel 1154 realizzò una raccolta di carte geografiche note con il titolo "Il libro di Ruggero". Idrisi così definiva la nostra costa: “.. ricca di dune ad occidente, di banchi di arena ad oriente, che vi manda l’Africa, è spessa di seni, e di promontori piccolissimi, che le danno la forma di una frangia.
I seni sono: Scoglitti (Gazirat al Haman), Cammarana, Colombara, Puntasecca(‘Ayn el Keseb), Longobardo-Molinazzo (Kaukana), Mazzarelli (Marsa ‘A Rillah), San Pieri, Circiolo ( Gadir ‘ai Fariur) Punta Corvo (Grurf at tif-l’), Pozzallo (Marsa-er-Deramin).
I
promontori sono: Zafaglione, Braccetto, Punta di Pietro (Torre di Mezzo), Capo Scalambri o Scaramia (Ras Carani), Corvo (Gurf’ at tif-l’), Ragaglione, Pisciotto (Marsa Siklan). Fino ad arrivare al promontorio La Marza, (Marsa ‘al Bawlis), che prepara capo Pachino.

Nelle due figure sotto il nome del Camilliani è stato scritto errato sotto la forma di Camillani.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2019
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