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BRANCO GRANDE E CANALOTTI

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Fra i siti castellucciani nell’area iblea, importante è il villaggio fortificato di Branco Grande, fra Punta Braccetto e  Kamarina, identificato da Paolo Orsi nel 1896 e studiato dallo stesso solo nel 1907 che così descriveva il paesaggio attorno a Punta Braccetto: " ....il panorama è di una grandezza desolante e solenne. Dalle dune la vista si estende a perdita d'occhio sul mare africano, ora abbagliante e luminoso, ora tragicamente cupo...." Proprio in quegli anni le lunghe e violentissime piogge di un inverno svelaronp agli occhi dell'archeologo il villaggio castellucciano di Branco Grande.

CARATTERISTICHE DEL SITO.
Il sito, del II° millennio a.C., si estendeva per circa un ettaro in un'area oggi all'interno del demanio forestale, occupava un promontorio, protetto ad est da collinette sabbiose e lambito sul versante settentrionale, da un pantano e da un ruscelletto. Formato da una quarantina di capanne, di forma ovale ed in parte addensate a piccoli gruppi, fu costruito a breve distanza dal mare su una terrazza rocciosa. Il villaggio era fortificato con un poderoso muro di difesa (a secco con doppio paramento di pietrame) alto circa 3 m. Il percorso del muro segue il perimetro naturale dello scoglio su cui fu costruito il villaggio. Le capanne erano caratterizzate da un muro perimetrale di forma ellittica con pavimenti di calce e da banchi in muratura.
Abbandonato e dimenticato per circa 90 anni, fu riesplorato nel 1996 da G. Di Stefano che ha riportato all'individuazione di tre capanne superstiti di forma ellittica: due conservano ancora tratti dei muri perimetrali; mentre una, integra, rivela un diametro di 2,70 m. In questo villaggio sono stati recuperati manufatti litici, oggi esposti nel Museo Regionale di Camarina.

IMPORTANZA DEL SITO.

Lo sviluppo di questa piccola comunità fu sicuramente legato ad una serie di fattori ambientali e climatici favorevoli quali polle d’acqua, pura e potabile, che sorgevano fra gli scogli nonché da varie sorgenti disseminate ai piedi dell’altopiano ibleo. A ridosso di questo grazie al clima umido, vi erano pascoli verdi, abbondanza di legnami e facili approdi per imbarcazioni. Il sito è importante per due motivi:

  • Modifica il quadro interpretativo della facies di castelluccio nell'ambito dei rapporti commerciali trans-mediterranei della prima metà del II° millennio a.C.. Siamo nell'età del "bronzo antico" e gli abitanti di Branco Grande (come del resto anche quelli di Monte Grande nell'Agrigentino) si erano spinti nel canale di Sicilia dove già allora veleggiavano i mercanti egei per scambiare con essi selce e forse pesce.

  • Nel panorama degli insediamenti preistorici siciliani, il villaggio costiero di Branco Grande occupa un posto di rilevante interesse, perchè rappresenta uno dei pochissimi siti fortificati del Mediterraneo  (paragonabile ai pochi siti contemporanei nel Mediterraneo orientale: Siros, e Syphnos e a quelli nel Mediterraneo occidentale: Lebous, Los Millares, Pedra do Ouro, Zambejal).

CANALOTTI  DI PUNTA BRACCETTO (FORSE PUNTI DI ANCORAGGIO DI BRANCO GRANDE?)
A circa 700 m a sud del demanio forestale vi sono degli approdi denominati "i Canalotti"; la zona viene anche chiamata "a Cala dell'ammira", cioè la "Cala dell'ambra". Camillani già nel XVI° secolo così descriveva la zona:".. un ridotto di buone capacità di ormeggio atto ad occultare....due galeotte e altri bergantini..." In particolare gli approdi sono due e distano l'uno dall'altro circa 300 m e sono disposti perpendicolari alla costa e paralleli fra loro. In effetti quest'area è costituita da una serie di piccole baie, ma solo due si prestano all'ancoraggio per imbarcazioni di medie dimensioni. Il canalotto più a Nord è lungo 33 m ed ha una larghezza mdia di 0,40 m ed una profondità media di 1,40; questo canalotto è stato lavorato, in epoca imprecisata, per consentire sistemi di tiraggio di funi adatti all'alaggio delle imbarcazioni.
Il canalotto più a sud presenta una lunghezza di 28 m, una larghezza di 2,40 m, ed una profondità di 0,45m. Non è da escludere che i canalotti in questione siano serviti agli abitanti di Branco Grande per effettuare gli scambi commerciali di cui si accennava sopra. In effetti questi approdi poteva fungere da tappa obbligata per quelle imbarcazione che doppiato il Pachinum (Porto palo e Capo Passero) si dirigevano, attraverso il mare di Kamarina, verso i centri costieri della Sicilia occidentale.

I RITROVAMENTI SUBACQUEI.
A riprova di ciò, nei fondali prossimi dei Canalotti sono stati rinvenuti manufatti di altrettanto straordinario pregio (ancore di pietra, il relitto arcaico dell'elmo corinzio) a testimonianza della vivacità di questo scalo nell'antichità. Le numerose bitte scavate nella roccia in età antica per l'ormeggio di imbarcazioni e i vari reperti di età greco arcaica testimoniano la funzione di ancoraggio e di approdo svolto dal luogo.


Ultimo aggiornamento: 21/12/2018
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