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PALAZZO AREZZO DI DONNAFUGATA

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IL PALAZZO.
Il palazzo Arezzo di Donnafugata è una delle residenze più imponenti della città.  Appartiene ad una delle più prestigiose famiglie di Ibla, gli Arezzo De Spuches baroni di Donnafugata, località dove sorge il castello di loro proprietà.  Il palazzo è costruito vicino a Piazza Maggiore (oggi Piazza Pola), nel punto in cui, agli inizi del XVII° secolo, sorgeva l'antico palazzo edificato da Don Vincenzo Arezzo. Esternamente è occupato da nove balconi, con timpani triangolari, e viene chiuso da una fascia marcapiano. Interessante è il balcone di sinistra sul quale è stata realizzata una loggetta in legno detta "gelosia" da dove si poteva guardare senza essere visti. Al palazzo si accede da un portone centrale ad arco. Oltrepassato questo portone si accede ad un magnifico androne con doppio colonnato (e soffitto a cassettoni con stucchi colorati d'azzurro), quindi si  arriva ad un cortile da cui prendono luce alcuni saloni del piano nobile.
Dal cortile interno si ha accesso al piccolo e pregevole teatro, un tempo luogo di intrattenimento privato per il barone ed i suoi ospiti. Sempre dal cortile vi è l'accesso ai magazzini, alla legnaia, alle scuderie, agli alloggi del personale contadino.
Alla semplicità del pianterreno si contrappone la ricchezza del piano nobile con i suoi ricchi interni. Un'imponente scalinata marmorea, a tre rampe conduce al piano nobile costituito da diverse camere, salotti, saloni, una grande sala da pranzo, camere da letto, una pinacoteca, creata circa alla metà dell'ottocento da Corrado Arezzo Spuches, deputato al parlamento siciliano nel 1848 e poi senatore del Regno.
La maggior parte dei quadri della collezione ha soggetto sacro, tra essi: la famosa "Madonna con Bambino" attribuita da alcuni ad Antonello da Messina o ad un elemento della sua scuola; un "San Paolo eremita" di Josè de Ribera detto lo Spagnoletto; un "San Paolo eremita" del Ribera; una "Madonna in trono" del fiammingo Hans Memling; un' "Estasi di San Francesco" attribuita a Bartolomeo Esteban Murillo; un autoritratto di Salvator Rosa ed una tela del Guerci. Il vanto della raccolta è il "Prometeo incatenato" di scuola caravaggesca. Vi sono, inoltre, porcellane di Sevres e maioliche giapponesi, una collezione di ceramiche di Caltagirone realizzate da Bongiovanni Vaccaro ed numerosi oggetti di notevole valore artistico che completavano il prezioso arredamento.

LA DINASTIA DEGLI AREZZO.
La famiglia degli Arezzo discende da una delle più prestigiose famiglie di Ibla, una famiglia dalle antiche tradizioni e dalle nobili origini romane quella degli Aretia, risalenti al 1130.
Un discendente di questa famiglia un certo Aldo Arezzo,  al servizio di Ruggero II il normanno, sembra comunque esserne stato il discendente principale dei vari rami di questa famiglia. Il ramo di Ragusa Ibla ebbe inizio con Antonio Arezzo, figlio del barone Francesco di Cardinale da Siracusa che fu mandato a reggere Ragusa nel 1393 dal re Martino I dopo aver confiscato i beni al conte Andrea Chiaramonte. Il primo della famiglia Arezzo  che ebbe stretti rapporti con il feudo di  Donnafugata,
fu il barone Giovanni III (1628 1° barone di Donnafugata), che ricevette il feudo di Serri e di Donnafugata dalla moglie la nobildonna Antonina La Rocca.
Poiché questa dinastia è legata sia al castello di Donnafugata che al Palazzo Arezzo di Donnafugata di Ibla le storie di queste due costruzioni saranno trattate contemporaneamente.
A
Giovanni Arezzo successe il figlio Vincenzo 2° barone di Donnafugata, che sposò Maria Caggio Gurrieri.

CORRADO AREZZO 3° BARONE DI DONNAFUGATA E GOVERNATORE DELLA CONTEA DI MODICA.
Il feudo ed il titolo passarono al figlio di Vincenzo: Corrado, 3° barone di Donnafugata. Questi, dal 1653 al 1686, ricoprì l'importante incarico di Governatore della Contea di Modica. Sposò la cugina Donna Claudia Arezzo, ma il palazzo Arezzo di Donnafugata dove loro abitavano fu distrutto dal terremoto del 1693 ed entrambi i coniugi morirono.

VINCENZO AREZZI 4° BARONE DI DONNAFUGATA.
Per iniziativa di Vincenzo Arezzo, 4° barone di Donnafugata,  il palazzo venne subito riscostruito.

CORRADO AREZZO 7° BARONE DI DONNAFUGATA.
Intorno al 1788 il barone Corrado Arezzo decise di ricostruire ed ampliare il palazzo Arezzo di Donnafugata conferendogli l’aspetto attuale. La costruzione iniziò nel 1798  e finì intorno al 1801; mentre nel 1804 provvide alla sistemazione del giardino che venne spianato ed abbellito con statue, vasi in ceramica ed un gruppo scultoreo in ceramica.

FRANCESCO AREZZO  8° BARONE DI DONNAFUGATA.
La figura con un ruolo determinante nella storia costruttiva del castello fu senza dubbio quella di Francesco (1800/1874), che sposò la nobildonna Vincenza de Spucches, figlia del Duca di Caccamo di Palermo, con cui a partire dal 1820 si ebbe l’avvio alla fase costruttiva importante e si cominciò a dotare il castello di collezioni artistiche e di arredi.

MARIA PATERNO' AREZZO E GLI ULTIMI EREDI.
Alla morte del barone, nel 1899,  il feudo ed il titolo baronale di Donnafugata passarono alla nipote primogenita Clementina Paternò Arezzo (moglie del visconte Combes de Lestrade); mentre il palazzo passava alla nipote Maria Paternò Arezzo (moglie del principe Castellacci). Quest'ultima fondatrice dell'omonimo Ospedale morì prematuramente nel terremoto di Messina lasciando i suoi beni al nipote Corrado Arezzo Giampiccolo che vi si trasferì con la famiglia. Per poterlo abitare egli dovette far costruire un'ala residenziale ex novo, essendo stati tutti gli ambienti del piano nobile del palazzo trasformati in sale di rappresentanza da parte del barone Corrado Arezzo de Spuches. Il palazzo passò infine alle due figlie di corrado Arezzo Giampiccolo, Costanza, defunta nel 2009 senza prole e Vincenza sposata con Salvatore Scucces, che lo abita attualmente con la sua famiglia e che sta gradatamente procedendo al restauro dei numerosi ambienti. Sotto la dinastia al completo.

Ultimo aggiornamento: 22/03/2018
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